Auto-Shiatsu – L’incontro con i nostri meridiani energetici

L’incontro con i nostri meridiani energetici?

Uhm… Interessante… Che cosa saranno mai? Ma soprattutto, come faccio ad “incontrarli” nella pratica dell’auto-shiatsu?

Come già indicato nel nostro primo appuntamento, secondo la medicina tradizionale cinese, i meridiani energetici sono canali nei quali scorre la nostra energia vitale.

Non sono visibili, ma associabili, per comprendere meglio, a stadi gassosi e liquidi della materia essenziale sulla quale si basa la vita.

I meridiani sono 12, associati a coppie ad organi e visceri, che detengono funzioni sia fisiologiche che psichiche.

Si tratta di accostarsi all’allungamento con un approccio terapeutico, tipico degli orientali, che attribuiscono ad ogni esercizio un preciso scopo, al fine di intervenire in presenza di disarmonie e di prevenirle e, in ogni caso, al fine di ripristinare il corretto fluire dell’energia interna, favorendo il benessere generale di corpo e mente. 


Il ciclo che andrò a proporvi, in più appuntamenti, è stato ideato dal Maestro Shizuto Masunaga (Zen per Immagini – Esercizi dei meridiani per una vita sana- Edizioni Mediterranee) ed è basato sul ciclo circadiano, il nostro orologio biologico che indica il massimo e il minimo picco energetico.

Questo significa che nell’arco della giornata, la capacità energetica funzionale al nostro organo e viscere di riferimento è al suo massimo e al suo minimo nell’orario indicato. Vuol dire che l’energia è più potente in quel momento e può sostenerci al meglio.

In questo articolo fornirò indicazioni su come “incontrare” i primi 2 meridiani tramite lo stretching.

  1. Stretching – Polmone e Intestino Crasso

Massimo picco energetico: Polmone H 03,00 – 05,00 / Intestino Crasso H 05,00 – 07,00

Minimo picco energetico: Polmone H 15,00 – 17,00/ Intestino Crasso H 17,00 – 19,00

Esecuzione dello stretching

Posizione in piedi. Piedi perfettamente paralleli e larghi quanto le spalle. Braccia indietro e tese con mani e dita intrecciate dietro la schiena. Agganciare i pollici e portare le mani e braccia verso l’alto. Il dito indice guarda verso l’alto mentre le altre dita sono lasciate morbide verso i palmi. Le ginocchia sono tese ed il peso è soprattutto sulla base del 5° dito del piede. Flettersi in avanti un po’ di più ad ogni espirazione. Le braccia sono in alto, con i gomiti tesi.

Sostare ed eseguire 5 respirazioni lente e profonde.

Nota: Quando il corpo è al massimo dello stretching in avanti, pian piano cominciare ad inspirare. Si avvertirà la linea di tensione o di rigidità dietro le gambe, nell’addome, nella schiena e nelle braccia. Immaginare che le braccia siano tirate in avanti da qualcun altro.

È il primo stretching del ciclo che apre la sequenza, particolarmente indicato quando si hanno disturbi all’albero respiratorio, che include naso, gola, tonsille e trachea, portando benefici alle funzioni respiratorie e all’evacuazione (scambio ed eliminazione).

Scambio ed eliminazione intesi non solo dal punto di vista fisiologico – l’aria che entra ed esce dai polmoni o l’eliminazione delle sostanze entrate nel corpo con il cibo – ma anche in termini psicologici.

Utilizzando l’analogia dell’albero nel periodo autunnale, possiamo associare la caduta delle foglie alle nostre esperienze di vita, dove oggetti, situazioni e relazioni, non ci sono più utili e possiamo quindi permetterci di lasciarli andare, per dare nuovo spazio a nuove conoscenze.

Patrizia Favarato

Operatore Shiatsu Professionista iscritta nel Registro Insegnanti e Operatori Shiatsu della Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e Operatori

Scuola di formazione I.R.T.E. – Milano

www.myshiatsu.it


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