smagliature

A proposito di smagliature: tutto quel che c’è da sapere

Le smagliature sono un inestetismo molto diffuso che non risparmia nessuno e che, dalla pubertà in poi, colpisce sia le donne sia gli uomini di qualsiasi fascia d’età.

Cosa sono le smagliature

Le smagliature, il cui nome scientifico è strie rubre o strie distensae, sono atrofie lineari e ben delimitate del derma a forma, appunto, di strie. Esse sono dovute alla rottura delle fibre elastiche della pelle in quel determinato punto e inizialmente hanno l’aspetto di vere e proprie fratture cutanee, di ferite dal colore rossastro, violaceo o bluastro. Col passare del tempo la loro colorazione muta e le smagliature si cicatrizzano diventando bianche e lucide, quasi di colorazione perlacea. I punti più soggetti alla comparsa delle smagliature sono solitamente l’addome, il seno, l’interno coscia, i glutei, i polpacci e i fianchi ma in alcuni casi, anche le braccia possono essere interessate da questo problema. Solitamente le smagliature non compaiono mai da sole ma si raggruppano a coppie o a triadi; di forme e lunghezze variabili, le smagliature sono la chiara espressione della perdita di elasticità e di tonicità della pelle, che infatti, nel punto di rottura, si presenta generalmente flaccida, molle e facile da pinzettare.

Perchè si formano le smagliature

Le motivazioni per cui le smagliature appaiono sono molteplici:

  • Cambiamenti repentini di peso e di dimensioni corporee – la pelle, se sottoposta a improvvisi stress dati dal rapido cambio di peso e della forma corporea, potrebbe non reagire con sufficiente elasticità. La smagliatura nasce così, perchè le fibre di collagene, non preparate a questa repentiva variazione, si rompono. Se poi il derma è già di per sè predisposto alla comparsa delle smagliature, questo processo può dirsi del tutto inevitabile.
  • Gravidanza – l’aumento della pancia e del peso, soprattutto negli ultimi mesi di gravidanza, quando è nettamente più rapido, è una delle principali cause della comparsa delle smagliature.
  • Cortisone – sia il cortisolo naturale (prodotto dal corpo in modo anomalo nel caso di alcune patologie), sia il cortisone assunto tramite creme e farmaci, possono provocare smagliature. Oltre alla questione ormonale c’è poi da considerare che il cortisone gonfia e causa ritenzione idrica, fattore che, in caso di predisposizione alle smagliature e di fragilità epidermica, non aiuta di certo.
  • Alcune patologie – esistono alcune rare patologie, come ad esempio la malattia di Cushing, che interferiscono con la normale elasticità della pelle, facendo comparire le smagliature.
  • Avanzare dell’età – invecchiando la pelle perde elasticità e tonicità.
  • Predisposizione genetica.

Come trattare le smagliature quando compaiono

Purtroppo le smagliature sono indelebili e, una volta comparse, nel 99% dei casi lì resteranno. Quando la frattura è fresca e recente e le smagliature sono rosse o violacee si può tentare di intervenire con apposite creme e trattamenti ma in ogni caso, nella migliore delle ipotesi, l’inestetismo risulterà alleviato ma la smagliatura non scomparirà. In caso di comparsa di smagliature è bene comunque intervenire fin da subito e idratare con costanza e cura la zona interessata, applicando apposite creme che aiutino e velocizzino la cicatrizzazione.

La miglior cura è la prevenzione

Essendo le smagliature praticamente impossibili da cancellare, la migliore arma per difendersi consiste nella prevenzione. Semplici abitudini come idratare quotidianamente la pelle e applicarvi appositi oli che mantengano la pelle morbida ed elastica sono sicuramente buona norme da seguire, ma da sole non bastano; è bene dunque prestare attenzione anche alla propria alimentazione e seguire un regime bilanciato e ricco di vitamine C ed E e di sali minerali. E’ importante ricordare che l’idratazione della pelle avviene dall’esterno, attraverso creme e oli, ma anche dall’interno: ricordate dunque di bere tanta acqua nel corso della giornata, per mantenere il giusto livello di idratazione corporea.

Rimedi naturali per prevenire le smagliature

Nella prevenzione delle smagliature, alcuni olii e prodotti naturali si rivelano particolarmente utili, e possono essere usati tranquillamente anche dalle donne in gravidanza. Ve ne presentiamo alcuni:

  • Olio di cocco – grazie alle sue note proprietà emollienti, si rivela un prezioso alleato nel prevenire questi spiacevoli inestetismi e nell’alleviarne i danni, quando compaiono.
  • Aloe vera – in grado di donare elasticità alla pelle, viene spesso preferita agli oli perchè si assorbe molto rapidamente e non unge.
  • Super unguento elasticizzante – unendo la stessa quantità di olio di mandorle e di olio di jojoba, e aggiungendo al composto olio di rosa mosqueta e olio extra vergine d’oliva, si dà vita a un unguento dal portentoso effetto idratante ed elasticizzante. L’unguento va applicato in piccola quantità sulla pelle umida dopo il bagno o la doccia e va massaggiato fino al completo assorbimento. Per donare una gradevole profumazione al composto è possibile aggiungervi qualche goccia di olio essenziale della fragranza che più vi piace.

Per prevenire le smagliature, l’attività fisica è importante!

Al fine di prevenire in modo soddisfacente la possibile comparsa di smagliature, è importante anche praticare attività fisica quotidianamente. Un corpo in forma e atletico, infatti, può vantare anche una pelle elastica e tonica, differentemente da quel che succede a chi conduce una vita molto sedentaria e che, avendo pelle e muscolatura flaccida e morbida, ha più possibilità di sviluppare le smagliature.

Trattamenti non invasivi per combattere le smagliature

Le smagliature sono, come si è già detto, degli inestetismi cutanei piuttosto comuni. Ci sono però casi e circostenze in cui, o perchè sono particolarmente profonde, o perchè molto ampie o perchè situate in zone spiacevoli e molto visibili, possono creare problemi e disagi a chi le ha. In casi di questo tipo, si possono valutare metodi più aggressivi e specifici per cercare di ridurle o almeno di alleviarle. Tra questi metodi ci sono:

  • Dermoabrasione – un trattamento che consiste nell’eliminazione dello strato danneggiato della pelle che è quello più superficiale, usando particolari sostanze abrasive.
  • Peeling chimico – si tratta di un vero e proprio peeling che viene effettuato usando sostanze chimiche che esfoliano la pelle in profondità e innescano i processi di naturale rigenerazione cutanea.
  • Biodermogenesi – è una tecnica che associa, grazie all’utilizzo di un particolare macchinario, il peeling e la stimolazione della produzione di collagene.

Questi trattamenti, in caso di smagliature leggere o poco accennate, possono dare risultati molto soddisfacenti.

Trattamenti invasivi per combattere le smagliature

In casi particolari, si può ricorrere a trattamenti più invasivi e incisivi, che mirano a rendere più leggeri gli esiti delle smagliature. Si tratta di interventi più importanti, da effettuare in ambulatorio sotto la supervisione di un medico e che potrebbero rivelarsi molto significativi, anche a livello economico

  • Laser – è uno dei trattamenti più utilizzati. Le tipologie di laser sono tantissime e variano a seconda della smagliatura da trattare. Uno di quelli più in voga è il laser frazionato, che è in grado di agire anche sulle smagliature più vecchie, mettendo in atto un processo di necrosi del tessuto smagliato, in modo da favorire la produzione di pelle nuova.
  • Micro-chirurgia – anche la chirurgia, specie negli ultimi anni, ha sperimentato diverse tecniche innovative che possono fornire un valido aiuto nella lotta alle smagliature. Da effettuare in regime ambulatoriale o, in alcuni casi, in day hospital, necessitano sempre della presenza di un medico che supervisioni e monitori l’andamento del trattamento.
invecchiamento della cute

L’invecchiamento della cute: cause e rimedi

L’invecchiamento della cute è un processo inevitabile ed irreversibile che si verifica a partire dalla nascita, si protrae per tutta la vita e consiste in una serie di alterazioni a carico di tutte le componenti della cute; è principalmente determinato da fattori genetici ed in parte anche da fattori ambientali.

Fin dall’antichità l’uomo ha cercato di contrastare i segni dell’invecchiamento ed oggi più che mai questo è diventato uno degli obiettivi prioritari per la civiltà occidentale.
Fortunatamente questo processo avviene in maniera graduale e ciò consente da un lato di poter apportare alcuni approcci comportamentali e terapeutici in grado di rallentare questa condizione e dall’altro dà all’uomo la capacità di abituarsi alle mutazioni del proprio aspetto fisico.
Questo fenomeno inizia già a venti anni, ma i suoi segni si manifestano intorno ai trenta e diventano più o meno evidenti a seconda della componente genetica, del tipo di pelle che si eredita e anche in dipendenza dello stato generale dell’organismo e delle cure ricevute.

Quali sono le cause e quali i segnali?

Il tempo che passa è il principale responsabile della degenerazione cutanea

Una cute invecchiata presenta particolari caratteristiche sia cliniche che microscopiche; appare più secca, più assottigliata, di elasticità ridotta, può presentare una fine desquamazione soprattutto agli arti inferiori, possono comparire alcune lesioni pigmentate tra le quali le lentigo senili o lesioni rilevate, ipercheratosiche le cosiddette “cheratosi seborroiche”, spesso confuse dai pazienti con i nei. Si accentuano le rughe d’espressione e la cute può riempirsi di lesioni vascolari (couperose) sia a livello del volto, che del decolté. Inoltre è più suscettibile a processi infettivi ed allergici dovuti ad alterazioni della barriera cutanea che favorisce sia la perdita d’acqua, che la penetrazione di microorganismi o antigeni in grado di provocare processi infiammatori a carico della cute.

A livello microscopico si rallenta il turnover cellulare, si assottiglia lo spessore della cute e dello strato corneo, si riduce il numero delle cellule di Langheras implicate nella risposta immunitaria, quello complessivo dei melanociti, rendendo la cute più suscettibile al danno da radiazioni ultraviolette o si aggregano formando lesioni pigmentate quali le lentigo senili. Diviene meno efficiente l’apoptosi (la morte programmata di cellule che hanno subito danni al DNA), la risposta allo stress ossidativo e la capacità di riparazione del DNA danneggiato con un conseguente aumento del rischio di sviluppare neoplasie cutanee.
Si appiattisce la giunzione dermo-epidermica, con un minore supporto del derma all’epidermide.
A livello dermico si ha una riduzione complessiva del numero di fibroblasti (cellule implicate nella sintesi delle componenti fondamentali del derma), si ha una riduzione di collagene, di fibre elastiche e di acido ialuronico, con una conseguente ridotta capacità di trattenere acqua, vengono alterati gli scambi tra i vasi sanguigni ed il derma con una conseguente sofferenza delle strutture dermiche ed epidermiche. Il tessuto sottocutaneo si riduce accentuando le rughe, come anche l’attività delle ghiandole sebacee e, a causa della ridotta produzione di sebo, la pelle è più secca, meno protetta e si desquama con maggiore facilità. Nel contempo il film idro-lipidico, la principale barriera protettiva della pelle, si assottiglia e ciò contribuisce alla secchezza e disidratazione della cute.

Ci sono altri fattori che contribuiscono all’invecchiamento della cute

Oltre all’età l’invecchiamento della cute è dovuto ad altri fattori in grado di attivare ed accelerare tale processo.
Il photoaging è il principale fattore estrinseco in grado di favorire tale fenomeno: l’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti (sia UVA, che UVB), infatti, oltre a danneggiare le cellule dell’epidermide e del derma agisce provocando la formazione di radicali liberi in grado di attivare degli enzimi responsabili della distruzione dei componenti principali del derma (elastina, collagene, acido ialuronico) peggiorando ulteriormente la situazione. La caratteristica principale di tale condizione è la presenza di fibre elastiche ispessite e danneggiate (elastosi o degenerazione basofila).
Anche le lampade UV sono responsabili dell’invecchiamento della cute, specialmente se effettuate con elevata frequenza.
In generale comunque tutte quelle situazioni che aumentano lo stress ossidativo sono responsabili dell’invecchiamento della cute.
Nelle donne dopo i 50 anni, periodo che corrisponde alla menopausa, intervengono tutta una serie di fattori ormonali che possono accelerare il processo di senescenza della cute. La riduzione dei livelli ematici di estrogeni e progesterone è responsabile di una riduzione del rinnovamento cutaneo, dell’idratazione, accelera la perdita di collagene e di fibre elastiche e inducono un’anomala distribuzione della melanina. Ciò comporta una modificazione dell’aspetto del viso in seguito ad un alterazione dei tessuti in superficie che si presentano avvizziti, rilassati, come svuotati.
Correlato all’invecchiamento della cute è il concetto di “dermatoporosi”; questa condizione (in analogia con l’osteoporosi) consiste in una riduzione di alcune componenti fondamentali della cute che si verifica solitamente dopo i 60 anni ed affligge circa 1/3 dei soggetti. Questa alterazione è dovuta sostanzialmente ad un deficit di sintesi di acido ialuronico con un conseguente impoverimento strutturale della cute che facilmente rischia di lacerarsi e traumatizzarsi. La cute appare sottile, traslucida, ricoperta di lesioni purpuriche dovute allo stravaso ematico e macule biancastre dovute alla riparazione cicatriziale delle lesioni che si verificano a carico della pelle stessa. Le sedi più coinvolte sono le regioni foto esposte, gli avambracci, il dorso delle mani e le gambe.

Come intervenire?

Considerando che l’invecchiamento della cute è un processo fisiologico e geneticamente determinato è impossibile arrestarlo! Ciò che invece è possibile effettuare sono tutta una serie di comportamenti e procedure che possono rallentare e correggere tutte le conseguenze di questa inesorabile condizione.

  • Una vita sana con un’alimentazione corretta, l’assunzione di cibi ricchi di antiossidanti abbinati all’attività sportiva ed una ridotta esposizione ai raggi ultravioletti può contribuire a rallentare questo processo.
  • Anche alcuni cosmetici come ad esempio creme idratanti, specialmente quelle che contengono sostanze come l’acido ialuronico o antiossidanti possono rifornire la cute di tutte quelle componenti che si tendono a perdere con l’invecchiamento; prodotti contenenti alfaidrossiacidi possono rimuovere gli strati più esterni dell’epidermide e stimolare la produzione di acido ialuronico e collagene nel derma rallentando la senescenza della cute. Prodotti a base si acido retinoico o derivati, regolando il turnover dei cheratinociti può aiutare nel mantenere la cute giovane e luminosa. Infine, la detersione del viso è di fondamentale importanza in quanto l’accumulo delle cellule epidermiche con il sebo e lo sporco possono alterare gli scambi tra le cellule degli strati sottostanti della cute contribuendo al processo di invecchiamento.
    Sostanzialmente sono consigliati prodotti ad azione idratante soprattutto per i soggetti che presentano una cute secca, che vivono in climi con un basso tasso di umidità, che assumono poca acqua ed antiossidanti; dopo i 30 anni la comparsa delle prime rughe può essere contrastata con sieri ricchi di sostanze antiossidanti (vitamina E, retinolo, vitamina C, coenzima Q10, ecc.). Possono essere adoperati anche peeling, in maniera tale da rimuovere le cellule dello strato più esterno del corneo, rendendo la cute più liscia, luminosa e favorendo la produzione di componenti fondamentali del derma.
  • Per quanto concerne trattamenti non invasivi è possibile contrastare l’invecchiamento in diversi modi; è possibile infatti effettuare iniezioni locali a livello del volto, ma anche del collo e del dorso delle mani di vitamine o acido ialuronico a basso grado di cross-linkaggio (a bassa densità); è possibile agire iniettando a livello delle rughe (es. naso-geniene, glabellari, della fronte) acido ialuronico, i cosiddetti filler, andando a restituire alla cute la componente persa con il processo di invecchiamento e favorendo il richiamo di acqua e la sintesi endogena di questa sostanza.
  • La tossina botulinica è un altro presidio che può essere adoperato per contrastare i segni dell’invecchiamento; questa molecola agisce impedendo a livello delle terminazioni nervose il rilascio di acetilcolina, un mediatore implicato nella contrazione muscolare, la sua iniezione in corrispondenza dei muscoli mimici del volto è in grado di ridurne la contrattilità eliminando o contrastando la formazione delle rughe d’espressione (glabellari, frontali, periorbitarie “zampe di gallina”).
  • Altri trattamenti consistono nel laser CO2 resurfacing ed il needling che tramite delle microlesioni inferte sulla cute possono stimolare il rinnovo dei cheratinociti, l’eliminazione delle iperpigmentazioni, stimolare la produzione di collagene ed acido ialuronico e veicolare nel derma delle sostanze nutritive applicate dopo la procedura.
  • Negli ultimi anni sta sempre più entrando in voga l’utilizzo dei fili di sospensione, vale a dire dei fili di materiale biocompatibile e riassorbibile, che vengono introdotti nel derma mettendo in trazione la cute ed effettuando una sorta di lifting non chirurgico.

Il fascino segreto delle unghie, assolute protagoniste del look

Assolute protagoniste del look, le unghie contemporanee sono creative colorate, artistiche e assolutamente glamour. Grazie alle nuove tendenze che arrivano direttamente dalle sfilate di moda e alle tecniche innovative messe a punto dai nail artist, i colori e i decori delle nail-art hanno conquistato anche le amanti delle unghie al naturale, che difficilmente riescono a resistere a qualche trasgressione. Le unghie sono un elemento fondamentale per la nostra immagine: potremmo avere il taglio più cool o l’abbigliamento più trendy, ma tutto questo sarebbe oscurato da mani e piedi trasandati. Che siano naturali o colorate, le unghie richiedono comunque cure e attenzioni costanti.
Con qualche piccolo accorgimento e seguendo alcuni semplici consigli le nostre unghie possono essere sane e ordinate: bastano davvero pochi gesti quotidiani per ottenere risultati in breve tempo e mantenerli.

Piccoli accorgimenti quotidiani

Innanzitutto bisogna essere consapevoli che non esiste nessun prodotto in grado, da solo, di regalare delle unghie sane e belle. Proprio perché sono lo specchio del nostro metabolismo e quindi del nostro stato di salute, occorre iniziare a curarle dall’interno, attraverso un’alimentazione che comprenda cibi ricchi sali minerali importanti come ferro, rame e zinco e soprattutto vitamine, in particolare la A e la C. Bere tanto è basilare, così come consumare frutta e verdura in abbondanza.

Occorre avere la cura di preservarle dall’aggressione di detergenti e prodotti per la casa, indossando sempre i guanti quando se ne viene a contatto. Non dimenticare mai di asciugare bene mani e piedi dopo il contatto con l’acqua e usare calzini traspiranti, i più adatti sono quelli in cotone. Evitare di usarle come attrezzi per graffiare, per spingere o per far leva.

La “beauty routine”

Per quanto riguarda la ‘beauty routine’, è importante massaggiarle quotidianamente con un gel o una crema alla cheratina (sostanza ricca di aminoacidi, vitamine e oligoelementi e base della struttura dell’unghia) che svolgono un’azione riparatrice e protettiva , con unguenti a base di polimeri che hanno la capacità di attrarre acqua (che vengono definiti infatti unguenti auto-idratanti), ma anche con olio d’oliva addizionato con qualche goccia di limone o olio di ricino (utile a rafforzarle), insistendo sui bordi per evitare l’indurimento delle cuticole.
Il momento più opportuno per un impacco generoso è sicuramente la sera prima di andare a dormire: durante il sonno i trattamenti agiscono con i giusti tempi (soprattutto se s’indossano appositi guanti o calze).

Le unghie vanno tagliate spesso

Le unghie, inoltre, vanno tagliate (senza arrotondarle sui lati) e limate almeno una volta a settimana, non soltanto per preservare la forma (meglio quadrata e leggermente arrotondata sulla punta) ma anche per mantenere i bordi lisci e prevenire le sfaldature.
È più facile e più sicuro tagliare e limare le unghie dopo aver fatto il bagno o dopo aver bagnato le mani, ancora meglio se dopo averle immerse per un quarto d’ora in acqua saponata e ammorbidite con una crema idratante.

Mai strappare le pellicine

Le pellicine che si formano ai lati delle unghie (pipite) non andrebbero mai strappate (perché così facendo si lacerano quasi sempre parti di tessuto vitale) né tantomeno tagliate, ma rimesse al loro posto.

Lo smalto rinforza e idrata

smalto per le unghieCon le unghie sane e ben rifinite possiamo concederci tranquillamente una passata di smalto, che contrariamente a quanto si pensi, le rinforza e contribuisce alla loro idratazione. Gli smalti o lacche in commercio in genere sono sicuri perché sono stati eliminati gli allergeni e le sostanze tossiche: questo vale ovviamente solo se si acquistano prodotti controllati.
Non dimenticare mai di stendere prima uno strato di base trasparente: il colore, se applicato direttamente, potrebbe penetrare nel tessuto poroso dell’unghia (lamina) macchiandola e rendendola giallognola.
E se il danno è già fatto? Se la lamina è diventata giallognola, basta evitare di applicare lo smalto ed eseguire fresatura e levigatura, in questo modo, la lamina ricrescerà del colore naturale.
Consigliabile lasciare ogni tanto l’unghia completamente ‘struccata’ per qualche giorno.

Attenzione al prodotto togli-smalto

L’acetone puro, per esempio, disidrata molto la pelle intorno all’unghia e rende le cuticole molto secche. È preferibile quindi utilizzare dei solventi delicati.

Un segreto per ottenere unghie bianche: basta passare ogni tanto un bastoncino di cotone intinto nell’acqua ossigenata.

Bene anche ricordare che l’esposizione al sole fa bene alla salute dell’unghia perché ne accelera la ricostruzione.

Vietato mangiarsi le unghie

Fondamentale abbandonare la cattiva abitudine di mangiarsi le unghie, l’onicofagia: questo vizio le rovina irrimediabilmente, rendendole fragili, inclini a rompersi, e favorisce anche l’insorgere di varie infezioni come i funghi, che trovano terreno fertile nei tessuti lesionati, al contatto con l’umidità e i batteri della bocca.

Cosa fare se l’unghia si spezza?

unghie che si spezzanoSe la rottura si verifica sui lati dell’unghia, occorre arrotondarla (per quanto possibile) con una lima per smussare gli eventuali ‘uncini’, e attendere che ricresca per rimodellarla.
Se l’unghia appare invece lesionata alla radice (anche a seguito di un trauma) bisogna aiutarla a ricrescere sana per evitare che in seguito si sfaldi e si rompa con facilità. Il consiglio è di usare, finché sarà cresciuta del tutto, un gel a base di cheratina, la stessa sostanza di cui sono fatte le unghie, che la rinforza e allo stesso tempo protegge la pelle sottostante.

Un accorgimento

Il prodotto è trasparente e si asciuga in pochi minuti, durante i quali bisogna evitare il contatto con polvere o sporcizia.

A proposito di unghie finte e ricostruzione…

Avere unghie forti, lunghe, perfette nella forma, è una grandissima fortuna. In questo caso la loro cura o l’eventuale ricostruzione non richiederà troppo impegno ma solo qualche quotidiana accortezza e un bel manicure.
Ma se così non è, allora potrebbe essere necessario un piccolo aiuto di tipo artificiale.
Si fa presto a parlare di unghie artificiali…ma che differenza c’è tra le unghie acriliche, quelle in gel, e le unghie finte? E cosa fa veramente al caso nostro?
Proviamo a orientarci per capire e poi sapere cosa scegliere.

Ma quali sono le differenze tra acrilico e gel e qual è il miglior metodo di ricostruzione delle unghie?

Ricostruzione unghie con acrilico

Le acriliche sono state le prime unghie artificiali a entrare sul mercato. Il processo di ricostruzione delle unghie in acrilico utilizza un liquido (un composto di monomeri) e una polvere (un insieme di polimeri che contengono l’iniziatore e altri additivi) che, mescolati insieme producono calore e attivano il processo di creazione dell’unghia artificiale. Gli additivi possono essere, per esempio, i coloranti, o alcuni elementi chimici che rendono il risultato più naturale. L’unghia s’indurisce da sola, in pochi minuti. Gli acrilici, se applicati correttamente e professionalmente, potrebbero anche rendere le unghie più forti, perché permettono alle crepe e alle spaccature di crescere verso l’esterno e di guarire. L’acrilico può trasformare unghie deboli, divise o rigate, in unghie belle e lunghe che sembrano perfettamente naturali.

nails

L’acrilico, intero o parziale, può quindi essere posizionato sopra l’intera unghia o solo sulla punta, come estensione della propria, della lunghezza desiderata.
Questo metodo evita qualsiasi tipo di colla che potrebbe danneggiare l’unghia ed è meno aggressivo rispetto ad altri metodi.
La cura e la manutenzione delle unghie acriliche è abbastanza semplice: devono essere curate come se fossero unghie naturali.
Bisogna comunque evitare di esporle all’acqua a lungo, perché potrebbe penetrare tra l’acrilico e l’unghia naturale, provocando danni e possibili infezioni.
L’applicazione dura circa un’ora. Generalmente l’acrilico ha bisogno di essere riempito ogni 2-3 settimane. Una sessione di manutenzione di solito dura circa 15 minuti.
Più a lungo si tiene più è probabile che le unghie possano alzarsi e che si danneggino le unghie naturali.
L’acrilico si rimuove immergendo le unghie in acetone, ma ciò dovrebbe essere fatto da un tecnico professionista.
Il processo è relativamente veloce e non costa molto. Le unghie in acrilico hanno, infatti, un buon rapporto qualità/prezzo.

Inconvenienti

Se l’acrilico non è applicato correttamente o se è lasciato troppo a lungo senza essere riempito potrebbe alzarsi causando infezioni da funghi delle unghie.

Ricostruzione unghie con gel

La ricostruzione in gel utilizza un unico prodotto pre-composto (iniziatori, monomeri e additivi sono contenuti nella stessa soluzione) dalla consistenza densa che, attivato dalla luce UV, reagirà chimicamente per formare l’unghia artificiale.
Ci sono due tipi di gel: quello che necessita della luce per indurire e quello che non ne ha bisogno in quanto si utilizza un attivatore speciale del gel che è spazzolato o spruzzato su di esse.
Ci sono poi anche gel che s’induriscono con immersione in acqua.

Le unghie in gel tendono ad apparire più naturali e lucide delle unghie acriliche e hanno un tempo di realizzazione più veloce. Il gel è completamente inodore, a differenza dei prodotti chimici utilizzati nelle applicazioni in acrilico. È necessario anche un minore riempimento, quindi ci sono meno danni alle unghie naturali.

Inconvenienti

Le unghie in gel tendono a non durare a lungo come le unghie acriliche e generalmente sono più costose.
Inoltre, se un’unghia in gel si rompe, si frantuma completamente, quindi non è possibile risolvere il problema da sole e bisogna ricorrere ad un tecnico.

Le unghie finte

Le unghie finte sono delle unghie posticce realizzate in materiale plastico sintetico, già preformate nelle varie misure adatte alle diverse dita.
Si trovano nella versione da incollare (con apposita colla) oppure dotate già di colla adesiva (preincollata).
Una volta applicate, ricoprono completamente quelle naturali nascondendone le imperfezioni, senza sottoporle a uno stress elevato.
Si acquistano in kit e soddisfano rapidamente e in maniera economica la voglia di unghie nuove e fantasiose. Basta identificare quelle adatte alle proprie unghie (a partire dalla misura del mignolo), il colore, la fantasia e le applicazioni preferite. Per una versione assolutamente personalizzata basterà sceglierle trasparenti e poi vestirle e decorarle a piacere. Si possono trattare come se fossero le proprie: quindi è possibile limarle, tagliarle, smaltarle, laccarle.
Sono davvero semplici da applicare sulle dita, e non necessitano di un salone professionale.
Ovviamente l’aspetto è divertente ma temporaneo. La durata è, infatti, decisamente inferiore alla ricostruzione delle unghie con gel o acrilico.
Con le dovute precauzioni, facendo ad esempio attenzione a non bagnare troppo le mani con acqua calda, le unghie applicate con la colla durano qualche giorno, quelle preincollate invece resistono circa 1 giorno.
Per rimuoverle (ed eventualmente riutilizzarle) bisogna usare un apposito solvente per sciogliere la colla (mai l’acetone) e sollevarle leggermente.

La Soluzione peel-off, il consiglio dei dermatologi

I dermatologi statunitensi raccomandano prudenza: smalti, unghie finte e colle possono danneggiare le unghie che devono restare pulite almeno una settimana al mese per poter respirare.
Il consiglio è di utilizzare unghie artificiali pre-decorate e adesive, con collanti temporanei. ‘Una buona soluzione è il sistema peel-off, uno smalto fatto di nitrocellulosa come le pellicole cinematografiche che, asciugando, rimane ben aderente all’unghia e che si elimina facilmente proprio come se fosse un adesivo’, spiega il professor Marcello Monti, responsabile dell’Unità Operativa di Dermatologia di Humanitas e docente di Dermatologia all’Università degli Studi di Milano.
Sulla pellicola peel-off si possono applicare smalti decorati oppure unghie finte. ‘Il vantaggio è proprio questo: non vengono incollati sulla lamina ungueale ma su questa pellicola che va scollata dopo circa una settimana’, sottolinea il dermatologo. Il kit del sistema peel-off si vende anche per uso domestico ed è abbastanza facile da utilizzare.

Mode e tendenze unghie: le manicure 2014

Scende la forma quadrata, sale quella a mandorla, mentre ad aumentare è la lunghezza. Sono queste le tendenze della manicure perfetta 2014: unghie lunghe e affusolate, di forma ovale e leggermente appuntita all’estremità.
Dalle sfilate, un ritorno alla femminilità degli anni ’50, con il tocco sexy dello smalto rosso fuoco al quale si affiancano i colori must della stagione:

  • Tangerine & Orange per Just Cavalli: lo smalto tangerine sarà un must per questa stagione. Ancor meglio se indossato d’estate e sulle mani abbronzate!
  • Rosso Corallo un vero classico intramontabile per le mani delle modelle di Antonio Berardi, ma con una novità: il finish è mat.
  • Nude ed effetto naked per le sfilate di Roccobarocco e Blugirl. Discreto ed elegante è sempre una scelta ideale, un cult assoluto e sta bene a tutte.
  • Nero effetto dark sulle unghie per le modelle di Byblos. Elegante e di classe in tutte le stagioni.
  • Bianco ed effetti optical con lo smalto nero per le passerelle di Kenzo.
  • I Pastelli sono la proposta di Emporio Armani. Delicate colorazioni lavanda per la sua sfilata primavera/estate 2014, e Blu di Prussia, scuro quasi indaco, per la linea di Giorgio Armani.

Occhio però alla regola base: per una manicure da red carpet smalto e pelle delle mani devono essere sempre impeccabili.

Alcune anomalie delle unghie

Cosa sono le macchie bianche che compaiono sulle unghie?

Le macchie bianche delle unghie, dette anche bugie, sono segni che compaiono in seguito a piccole lesioni alla base dell’unghia che si sono formate, spesso inavvertitamente, con un colpo accidentale, spesso neanche doloroso. Quando poi l’unghia cresce, il segno si sposta verso l’esterno del dito e quindi compare la macchia bianca.
Non c’è modo di eliminarla, basta aspettare che si sposti fino al bordo esterno per tagliarla via.
Non sono espressione di alcuna malattia e tantomeno di carenze alimentari.

Come si curano le eventuali infezioni batteriche e da fungo delle unghie?

Proprio perché spesso vicino alle unghie si verificano piccoli traumi o lesioni, è facile per i batteri e per i funghi insinuarsi e provocare l’infezione. Questo anche perché le mani toccano in continuazione oggetti che possono essere contaminati da batteri o da spore di funghi.
Le infezioni batteriche vanno curate con pomate antibiotiche da applicare con continuità durante tutta la giornata, ogni tre o quattro ore, coprendole con una garza sterile.
Nei casi in cui questo rimedio si dimostri insufficiente bisognerà rivolgersi a un medico perché prescriva un’adeguata terapia (spesso un antibiotico per bocca).
Le infezioni da fungo, invece, sono differenti.
I funghi che crescono sotto l’unghia vanno trattati una terapia antifungina per bocca (sotto controllo medico) poiché la zona è difficile da trattare con prodotti antimicotici. In aggiunta sono consigliabili delle immersioni dell’unghia malata in un bicchiere di acqua con un cucchiaino di bicarbonato di sodio, per almeno dieci giorni, almeno due volte al giorno.
In questo modo l’unghia tornerà a essere sana e bella.

L’unghia può essere una sentinella del nostro stato di salute generale?

Le unghie sono composte da lamine sovrapposte di una proteina detta cheratina. Quando le nuove cellule crescono, quelle vecchie si induriscono, si compattano e vengono spinte dalla base che si trova sotto la cuticola in avanti verso la punta del dito.
Le unghie sane sono lisce, senza sporgenze né incavi. Hanno colore e consistenza uniforme e sono prive di macchie. Alcune modificazioni dell’unghia sono fisiologiche e non devono destare preoccupazione (ad esempio le macchie bianche o alcune scanalature che partono dalla base verso la punta dell’unghia), altre potrebbero però segnalare patologie in corso.
Il colorito dell’unghia o della pelle sottostante indicano alcuni disturbi che nulla hanno a che fare con le unghie, ad esempio:

  • Se il colorito dell’unghia è blu, segnala la possibile presenza problemi cardiovascolari e che il sangue ristagna nelle dita.
  • Se il colorito dell’unghia è giallo probabilmente siamo di fronte a un’insufficienza respiratoria. C’è meno ossigeno nel sangue e pertanto il colore della pelle sotto l’unghia non è rosa come dovrebbe.
  • Se l’unghia diventa color giallo intenso, sarà bene accertare il livello degli zuccheri nel sangue perché potrebbe essere l’indice di diabete.
  • Anche il distacco dell’unghia dal letto ungueale (onicolisi), l’unghia infossata o la presenza di tacche che attraversano l’unghia in diagonale (linee di Beau) vanno controllate.

In tutti i casi comunque gli eventuali problemi delle unghie non vanno trascurati ma controllati o fatti controllare da un medico!

Cosmetici Uras Cosmetics

Prodotti cosmetici, quando la mela diventa protagonista

Prendersi cura del proprio corpo, del proprio benessere e del proprio aspetto fisico è importante; Uras Cosmetics lo sa bene e per venire incontro alle esigenze di uomini e donne, desiderosi di prendersi cura di sè, ha dato vita ad una linea di cosmetici veramente innovativa, dai risultati efficaci e dai prezzi concorrenziali e competitivi.

I prodotti Uras Cosmetics rispettano il pianeta

Questa particolare e innovativa linea di prodotti cosmetici si distingue in primo luogo per i metodi di realizzazione: nessun prodotto a marchio Uras Cosmetics infatti è testato sugli animali nè contiene componenti di origine animale. Protagonista dei prodotti del marchio è la mela, da cui sono derivate le cellule staminali contenute dei prodotti, nel totale rispetto degli esseri viventi. La mela si caratterizza per le sue specifiche proprietà che le permettono di avere una grande resistenza agli effetti dei raggi del sole; le sue cellule staminali infatti, se sottoposte all’incessante e potente azione dell’esposizione solare, hanno un tasso di decadenza pari al 15%, contro il tasso di decadenza delle cellule staminali umane e animali che si aggira intorno all’85%. In un’ottica di questo tipo risulta evidente quanto l’utilizzo della mela, oltre a rispondere appieno all’idea di tutela del nostro ecosistema, rappresenti anche una componente innovativa e di grande efficacia per i prodotti estetici a marchio Uras Cosmetics.

La qualità dei prodotti Uras Cosmetics

Essere un prodotto di qualità significa rispondere conformemente ai più alti standard di mercato, cosa che Uras Cosmetics fa impiegando, nella realizzazione dei suoi prodotti, i migliori principi attivi nella quantità più elevata (in percentuale) per prodotti dello stesso segmento. I principi attivi scelti per i prodotti Uras Cosmetics sono poi a basso peso molecolare, caratteristica che ne consente l’immediato e completo assorbimento e garantisce effetti già ben visibili fin dalle prime applicazioni.

L’importanza della ricerca

Nonostante gli ottimi risultati già raggiunti dal marchio Uras Cosmetics, la ricerca costante di soluzioni estetiche che siano sempre all’avanguardia e che garantiscano la massima efficacia in termini di risultati, rappresenta uno dei tratti distintivi di questo marchio, teso a migliorare l’efficienza dei suoi prodotti e a sviluppare formulazioni innovative che si avvalgano della sinergia di diversi principi attivi. Anche l’abbinamento dei prodotti infatti è quanto mai importante perchè i diversi principi attivi, se abbinati sapientemente, potranno dare ottimi risultati. Capita spesso infatti di usare prodotti con principi attivi in contrasto tra loro, che annullano l’uno l’effetto dell’altro, cosa che procura un inutile dispendio di energie e denaro. Proprio per far sì che non si creino problematiche di quetso tipo e per seguire nel migliore dei modi i propri clienti, Uras Cosmetics mette a disposizione un utilissimo servizio di consulenza personalizzata sul suo sito internet.

Uras Cosmetics rinuncia al Packaging: perchè?

Questa scelta, per certi versi in controtendenza, si rivela quanto mai in linea con l’ideologia dei prodotti Uras Cosmetics. La rinuncia a scatole e scatoline, inutili seppur gradevoli, risponde infatti da un lato all’ecosostenibilità di Uras Cosmetics e alla sua volontà di tutela ambientale, non creando confenzioni che, in fin dei conti, finiscono nella spazzature e vanno ad aumentare la produzione di rifiuti; dall’altro lato, una scelta di questo tipo permette di abbattere i costi dei prodotti Uras Cosmetics, di renderli più abbordabili e di portare la qualità di questi cosmetici alla portata di tutti, anche nel momento di grave crisi che il nostro paese vive. I flaconi che contengono le creme Uras Cosmetics sono bianchi e neutri, di taglio minimalista e adatti ad ogni tipo di bagno; sono tutti in Airless, un packaging che permette alla crema di non essere contaminata dagli agenti esterni dell’aria e dalle dita, come accade invece con i tradizionali barattoli.
Una politica innovativa viene poi applicata anche alla pubblicità: nell’ottica di un abbattimento di costi a favore del cliente, Uras Cosmetics ha deciso di non investire e sostenere alcuna spesa per quel che concerne le campagne pubblicitarie; forte della qualità dei suoi prodotti, Uras Cosmetics ritiene che sia l’ottimo passaparola spontaneo dei clienti a creare la migliore pubblicità, unito ai positivi riscontri e al trend di crescita giornaliero presso centri estetici e benessere, medici estetici e clienti privati oltre che agli eccellenti redazionali che importanti testate giornalistiche, come il Sole 24 ore ad esempio, hanno dedicato agli innovativi prodotti Uras Cosmetics.

Sopracciglia

Prendersi cura delle sopracciglia è importante!

Prendersi cura delle sopracciglia è un compito che non tutti amano ma che è di fondamentale importanza; avere delle belle sopracciglia, ben curate, ben proporzionate e della giusta forma infatti conribuisce a creare nel viso la giusta armonia. Le sopracciglia inoltre sottolineano lo sguardo, mettono in risalto i nostri lineamenti e rivestono un ruolo molto importante nella cornice del viso. Non tutti ne sono consapevoli: c’è chi le ignora, c’è chi ne sottovaluta l’importanza e chi le tortura riduncendole a moncherini spelacchiati; quel che non tutti sanno è che ogni modifica, positiva o negativa, effettuata sulle sopracciglia è in grado di modificare completamente l’equilibrio del viso e dunque, alla luce di questo dato, è bene riservare alla cura delle sopracciglia la giusta importanza.

La giusta forma delle sopracciglia
Prendersi cura delle sopracciglia non è semplice, richiede cura, attenzione e costanza. La prima cosa da fare, per avere delle sopracciglia da urlo, è capire qual è la forma più adatta al nostro viso. Dare alle sopracciglia la giusta forma è di fondamentale importanza e per fare questo il consiglio che possiamo darvi è di affidarvi ad una buona estetista che definisca la naturale curva delle vostre sopracciglia e le ripulisca dai peletti superflui. Una volta individuata la giusta forma, potrete occuparvi autonomamente della loro cura. Pensate che esistono centri specializzati esclusivamente nella cura e nella definizione della forma delle sopracciglia, giusto per darvi l’idea dell’importanza che esse hanno! Ci sono poi delle ragazze fortunate che hanno già una forma delle sopracciglia perfetta e naturalmente in linea con i propri tratti del viso: in tal caso non ci sarà bisogno di grandi modifiche ma basterà alleggerirle, ripulirle dai peletti di troppo e accentuarne o meno le arcate, a seconda dei gusti. Chi pensa di essere in grado di definire e dare la giusta forma alle sopracciglia facendo da sè, potrà seguire gli utili consigli di questo video, in modo da essere certi di dare alle sopracciglia la giusta proporzione rispetto alla forma del proprio viso.

I metodi per definire le sopracciglia
I metodi per definire e dare forma alle sopracciglia sono differenti e vari:
1) La Pinzetta: si tratta del metodo più classico per eccellenza, comodissimo per un lavoro di precisione ma anche un po’ fastisioso, soprattutto quando i peletti da estirpare sono numerosi. La pinzetta si rivela molto utile per il mantenimento della forma delle sopracciglia poichè permette di strappare anche i singoli peletti che nascono al di fuori della forma tracciata e anche tantissime estetiste si avvalgono esclusivamente di questo strumento.
2) La ceretta: comoda quando le sopracciglia sono folte, dure e scure, permette anch’essa di fare un lavoro di precisione ma presenta qualche effetto collaterale; è sconsigliata per chi ha la pelle molto delicata e ne è sconsigliato anche l’uso costante perchè la cute attorno all’occhio, molto sensibile, potrebbe cedere prematuramente e perdere tonicità prima del previsto a causa dei continui strappi. Attenzione quindi a non esagerare e a utilizzare la ceretta solo ogni tanto, onde evitare il rischio di avere palpebre cadenti precocemente.
3) La tecnica del filo: si tratta di un metodo alternativo che affonda le sue radici nell’antico oriente e che consiste nell’utilizzo di un filo di cotone ritorto, posto a spirale e trattenuto dalle dita (o anche dalla bocca) che, passato con movimenti veloci sulla zona da depilare, è in grado di estirpare il pelo alla radice. Ancora non diffusissima in Italia, è possibile imparare questa tecnica anche autonomamente seguendo uno dei tanti tutorial disponibili in rete e, con un po’ di pratica, sostituirla definitivamente ai più tradizionali metodi che si avvalgono della pinzetta e della ceretta.

4) La luce pulsata: questo metodo è consigliato a chi vuole risolvere il problema delle sopracciglia in modo definitivo e ha peli scuri, duri e grossi, difficili da estirpare e che creano un alone nero anche nel momento della ricrescita.

Cosa fare se le sopracciglia sono rade
C’è chi ha il problema delle sopracciglia troppo folte, da alleggerire e curare costantemente e chi invece ha il problema opposto e ne ha troppo poche. Oppure può capitare che le sopracciglia, a causa di un errore nella passate depilazione, uno strappo di troppo o anche per naturale conformazione, presentino al loro interno delle zone vuote e dei veri e propri buchi. Cosa fare in questo caso? Se il buco in questione è dovuto ad un errore di depilazione, bisogna aspettare che in quella determinata zona i peletti tornino a crescere; si può velocizzare questo processo naturale applicando la sera qualche goccia di olio di ricino sulle sopracciglia umide (dopo aver lavato il viso). L’olio di ricino, usato di frequente anche sulle ciglia come rimedio naturale in grado di fortificarle e velocizzarne la crescita, è utile anche per quel che riguarda la crescita delle sopracciglia e permette anche di tenere ben idratata questa zona di cui troppo spesso non ci prendiamo cura. Se però l’olio di ricino non da risultati e in quella zona i peletti sono comunque troppo radi, quel che possiamo fare, anche in attesa di una successiva crescita, è aiutarci con il trucco.

Make up per le sopracciglia
In commercio esistono tantissimi prodotti pensati per le sopracciglia e non appena si approfondisce questo argomento, si apre un vero e proprio mondo! Matite, ombretti, polveri, gel specifici e anche cere trasparenti e spume colorate sono solo alcuni dei tantissimi prodotti di make up dedicati alla cura delle sopracciglia che servono per definirle maggiormente, per riempire gli spazi vuoti, per dare loro maggiore definizione e per tenerle in posa. Chi ha per natura le sopracciglia chiare (ad esempio le bionde e le rosse) non può assolutamente fare a meno del make up per le sopracciglia ma anche chi le ha scure avrà modo di scoprire i miracoli del trucco delle sopracciglia! Unico accorgimento: scegliete con estrema cura il colore di questi prodotti che dovrà essere il più possibile naturale e in linea con i vostri colori e le vostre tonalità. Ricordate che delle sopracciglia definite, pettinate e ben ordinate sono uno strumento di bellezza da non sottovalutare!

Le sopracciglia tatuate
Tatuare le sopracciglia è un metodo particolarmente di moda negli ultimi anni, adatto a chi non ha proprio voglia di dedicarsi costantemente alla cura delle sopracciglia, a chi le ha molto rade o molto chiare e a chi, a causa di cure mediche, le ha perse. Se scegliete di tatuare le sopracciglia o di ritoccarle in alcuni punti con il trucco semi-permanente (si tratta di un particolare tatuaggio che dopo un anno circa dovrebbe sbiadire e che potrebbe essere molto utile se non ve la sentite di optare per un cambiambento totale e definitivo) siate attente ed esigenti in primis per quel che riguarda le regole d’igiene che, in caso di tatuaggi, vanno rispettate con estrema attenzione e poi anche per quel che rigurada la scelta del colore e della forma delle sopracciglia che andrete a tatuare. Ricordate che un tatuaggio è duraturo nel tempo e che delle sopracciglia indelebili che non ci piacciono sono un pesante bagaglio da portare appresso; optate sempre per l’effetto più naturale possibile e, in caso di buchi, usate il tatuaggio come un riempimento, prendendovi comunque cure delle vostre sopracciglia naturali e lasciando crescere attorno alla zona tatuata i peletti naturali.

Solari

Solari: ad ognuno il proprio!

“Esporsi al sole senza la giusta protezione solare è dannoso e pericoloso!” è un concetto che ci sentiamo ripetere spesso e che, per tante persone, è ormai finalmente diventato un assioma imprescindibile. Preso atto che un’esposizione solare prolungata e non protetta, specie nelle ore in cui il sole è più forte, può creare problematiche anche gravi come tumori alla pelle, vediamo dunque assieme come scegliere il solare più adatto alle nostre esigenze e al nostro tipo di pelle.

Cos’è il fototipo?

Prima di scegliere il giusto prodotto per proteggerci dagli effetti dannosi del sole è bene capire di che tipo di protezione ha bisogno la nostra pelle e per fare ciò è necessario individuare il proprio fototipo. Il fototipo è una tipologia di classificazione della pelle che viene stabilita in relazione ad alcuni fattori come ad esempio:
– la quantità e la qualità della melanina contenuta al suo interno
– le reazioni della pelle quando viene esposta al sole e dunque alla radiazione ultraviolette
– il tipo di abbranzotatura che è possibile ottenere sulla base delle caratteristiche genetiche della nostra pelle
Conoscere il tipo di fototipo a cui appartiene la nostra pelle è il primo passo per capire con che modalità è meglio esporsi al sole e come proteggersi dalla radiazioni ultraviolette.

Qual è il fototipo che più mi rispecchia?

I diversi tipi di pelle e di carnagioni possono essere suddivise in 6 fototipi:

Fototipo 1: fanno parte di questo gruppo le pelli chiarissime e delicate, che si arrossano facilmente e che si scottano spesso. Solitamente questo fototipo appartiene alle persone con i capelli biondi o rossi, gli occhi chiari e le efelidi, che non si abbronzano nemmeno dopo frequenti esposizioni solari. I soggetti di fototipo 1, ad esempio gli abitanti dei paesi nordici, producono poca melanina e pertanto dovrebbero esporsi al sole con cautela o addirittura evitare l’esposizione solare prolungata.

Fototipo 2: anche i soggetti che appartengono a questo gruppo hanno la pelle chiara, i capelli chiari e sovente le lentiggini. Sono caratterizzati da una pelle che, quando è esposta al sole, si arrossa e scotta facilmente, generando anche eritemi ma che, dopo numerose esposizioni solari, si abbronzano lievemente.

Fototipo 3: questo fototipo, molto diffuso in Italia, è caratterizzato da una pelle di carnagione media, che difficilmente si arrossa o si scotta. I soggetti di fototipo 3 hanno capelli biondo scuro o castani e dopo un paio di esposizioni hanno la pelle visibilmente abbronzata.

Fototipo 4: le persone di questo fototipo hanno carnagione olivastra e occhi e capelli scuri e si abbronzano con estrema facilità. La loro pelle è ricca di melanina, fattore che permette loro di conservare l’abbronzatura a lungo.

Fototipo 5: chi appartiene a questo gruppo ha la pelle scura e occhi e capelli neri e non si scotta quasi mai perché la pelle di questi soggetti è naturalmente predisposta all’esposizione solare.

Fotitipo 6: le persone di fototipo 6 hanno la pelle nera, come i capelli e gli occhi e la loro pelle è naturalmente protetta dal sole; il fototipo 6 è quello delle persone di colore.
Non sei sicuro di quale sia il fototipo che più ti rispecchia? Il Ministero delle salute ha pensato per voi ad un piccolo test!

Come scegliere il giusto fattore di protezione del solare

Una volta individuato il proprio fototipo è possibile scegliere la tipologia di solare che più fa al caso nostro e che consentirà di proteggere la pelle dai danni del sole e, al contempo, di abbronzarsi in modo graduale, uniforme e duraturo. La scelta del solare non è così semplice come potrebbe inizialmente sembrare perchè i solari in commercio sono tantissimi e diversi per marche e tipologia. Iniziamo pensando al fattore di protezione che andrà scelto in relazione al proprio fototipo ma anche tenendo presente il luogo dove andremo ad esporci al sole, le nostre abitudini in vacanza e considerando anche se questa è la nostra prima esposizione della stagione.
In relazione al fototipo:
– Le pelli fototipo 1 e 2 dovranno scegliere un fattore di protezione Molto Alto o Alto (da 30 a 50+ SPF)
– Se la nostra pelle è già abbronzata o apparteniamo al fototipo 3-4 potremo optare per una protezione Media (da 15 a 25 SPF)
– Chi è già abbronzato o ha un fototipo che ben si adatta all’esposizione solare come il fototipo 4 e 5 non dovrà comunque evitare di applicare la protezione solare e potrà optare per un fattore basso (da 6 a 10 SPF).
Si tenga presente che per le prime esposizioni e nei luoghi dove il sole è più forte è meglio scegliere una protezione più alta rispetto al proprio fototipo per poi abbassarla nei giorni seguenti.

Cosa significa SPF?

SPF, ossia Sun Protection Factor, è scala di riferimento che indica il fattore di protezione dei prodotti solari e si riferisce esclusivamente ai raggi UV-B, responsabili dell’eritema e degli arrossamenti. Non esiste un prodotto solare in grado di fungere da barriera totale, tuttavia l’utilizzo del prodotto solare funge da buona protezione e prevenzione di problematiche più serie. Per quel che riguarda invece la protezione dai raggi UV-A, responsabili dell’invecchiamento cutaneo, bisogna scegliere un prodotto che segnali chiaramente questo schermo aggiuntivo. Se poi il prodotto scelto contiene anche la vitamina E, anche la protezione dai radicali liberi è assicurata. Proteggersi dai raggi UV-A e UV-B è di estrema importanza per la nostra salute e il nostro benessere.

Come orientarsi tra i diversi prodotti
Se pensate che, individuato il fattore di protezione che più fa al caso vostro, il gioco sia fatto, le cose non stanno proprio così. Davanti ad uno scaffale pieno di prodotti che proteggono dal sole troviamo gel, creme, spray e tantissimi texture diverse; come orientarsi tra essi? Scegliendo la giusta texture a seconda delle proprie esigenze.

– Crema: è la texture più nota quando si parla di prodotti solari. Va spalmata con attenzione e, essendo piuttosto corposa, è ideale per la pelle del viso e per chi ha la cute secca e sensibile. Non è molto adatta invece a chi ha poca pazienza, a chi ha la pelle grassa e a chi va in vacanza in luoghi dal clima umido.

– Spray: comodo e rapido da applicare, è particolarmente amato dagli uomoni e a chi non vuole dedicare troppo tempo al rito della crema solare. Si assorbe facilmente, non unge e in alcuni casi non necessita nemmeno di essere spalmato. E’ ottimo anche per i bambini per la velocità di applicazione e la praticità.

– Gel: comodo e leggero da applicare, viene assorbito dalla pelle immediatamente donando anche una sensazione di fresco. E’ molto adatto a chi pratica sport

– Latte: comodo da applicare e molto idratante, è particolarmente adatto alla pelle del corpo ma nulla ci vieta di usarlo anche sul viso. Esistono in commercio anche della nuove texture in grado di evitare che la sabbia si attacchi alla pelle.

– Olio: rapido da spalmare e fortemente idratante, lascia però un effetto lucido e una sensazione di unto e può macchiare i vestiti e il costume. La sua applicazione è consigliata a chi ha la pelle molto secca.

– Prodotti waterproof (resistenti all’acqua): sono ideali se si suda molto, se si fa sport e se si fanno frequenti bagni in mare e in piscina. Garantiscono una buona protezione solare anche a contatto con l’acqua ma in ogni caso, dopo ogni bagno, è bene riapplicarli.

Qualche consiglio per una corretta esposizione solare

Una volta scelto il prodotto e la protezione solare che più fa al caso vostro, ecco qualche consiglio universalmente valido per prendere il sole in modo intelligente:
– applicare sempre la protezione solare, su ogni parte del corpo, nella giusta quantità
– Applicare la protezione solare almeno 15 minuti prima dell’esposizione solare
– L’applicazione del prodotto è da rinnovare ogni 2-3 ore
– Evitare di esporsi al sole nelle ore dove i raggi sono più forti (tra le h.11.00 e le h. 15.00)
– Tenere presente che l’ombra di ombrelloni, tettoie, alberi o un cielo un po’ coperto non garantiscono affatto la protezione dalle radiazioni solari: la crema va pertanto comunque applicata.
– L’indice delle radiazioni UV-B può essere consultato quotidianamente attraverso le previsioni meteo: più esso è alto, più sarà necessario proteggersi.
– Rinnovare frequentemente la protezione solare sui bambini, prediligendo fattori di protezione alti e molto alti.
– Non trascurare le date di scadenza! I prodotti degli anni precedenti, anche se apparentemente intatti, non vanno utilizzati perchè i filtri solari presenti hanno perso la loro forza protettiva.

Vi lasciamo infine con un video di Farmaface in cui alcuni ragazzi intervistati dicono la loro a proposito dell’importanza dei prodotti solari.

cura ciglia

Cura delle ciglia? Ecco tutti i segreti

Le ciglia sono quei caretteristici peletti che crescono sul margine delle palpebre e che rivestono l’importante ruolo di proteggere l’occhio da sporcizia e pulviscoli; sono molto delicate e sensibili e, per riflesso, si chiudono quando si avvicina un corpo estraneo. Le ciglia sono la barriera che impedice alle impurità di penetrare nell’occhio ed è proprio lo sbattere della ciglia, che avviene più di diecimila volte al giorno, a fornire al delicato bulbo oculare tutta la protezione di cui necessita. Oltre ad essere molto importanti per la protezione dell’occhio, le ciglia rivestono un ruolo fondamentale anche a livello estetico: da sempre considerate indice di femminilità, esse hanno la particolarità di sottolineare lo sguardo ed esaltare gli occhi. Quale donna non sogna lunghissime e ammalianti ciglia nere? Non tutte però sono così fortunate: lunghezza, volume e colore delle ciglia dipendono dalla genetica e dai propri colori: chi ad esempio è molto chiaro di capelli e di pelle, ad esempio, probabilmente avrà le ciglia piuttosto chiare. In ogni caso, se la genetica non basta, il make up viene in nostro aiuto per far sì che ogni donna possa vantare ciglia corpose, scure e fascinose! Non dimetichiamo però che, prima di trucchi e rimedi estetici, è necessario prenderci cura delle nostre ciglia partendo dall’interno del nostro corpo e prestando molta attenzione, per prima cosa, alla nostra alimentazione.

La cura delle ciglia comincia a tavola

La salute del nostro organismo è strettamente connessa alla nostra alimentazione e lo stesso vale anche per le nostre ciglia; un’alimentazione equilibrata, di ricca di cereali integrali, carne magra e frutta e verdura, è l’ideale per avere delle ciglia robuste, sane e forti. Qeusti alimenti infatti, ricchi di vitamine e amminoacidi, contribuiscono alla formazione di cheratina, di cui le ciglia sono fatte.

Trucchi per le ciglia

Se le ciglia sono sane e in salute, esaltarle ed abbellirle con l’apposito make up è davvero un piacere! Tra tutti gli strumenti pensati per far risaltare e per evidenziare le ciglia, il più famoso e il più utile è sicuramente il mascara, conosciuto anche con il nome di rimmel, inventato nel 1913 e diventato un vero e proprio accessorio di culto nel mondo del make up. Si tratta di un cosmetico che si presenta come un fluido nero (anche se in commercio ce n’è di tutti i colori) che si applica sulla ciglia tramite un apposito pettinino e che ha la capacità di definirle e renderle più corpose. Oggi non esiste marchio di make up che non sia dotato di mascara e in commercio ne esistono tipologie infinite, pensate per ogni tipo di sguardo, di occhio e per meglio rispondere ad ogni esigenza. Il mascara va applicato delicatamente e con precisione, partendo dalla base delle ciglia e risalendo fino alla loro estremità senza trascurare le ciglia poste agli angoli dell’occhio. Se applicato solo sulle ciglia delle palpebre superiori, il mascara dona profondità allo sguardo; se applicato anche su quelle inferiori, sottolinea l’occhio e lo rende più largo.

L’importanza di struccarsi con cura

Se un buon trucco è importante per valorizzare lo sguardo e dare risalto alle nostre splendide ciglia, fondamentale è anche la fase in cui il trucco si rimuove; la fase di rimozione del trucco infatti, troppo spesso erroneamente trascurata, è di fondamentale importanza per il benessere di viso, pelle, occhi e anche per quel che riguarda le ciglia. Le ciglia infatti vanno struccate delicatamente, senza sfregare e con cura. Per rimuovere il rimmel è bene optare per prodotti struccanti delicati, appositamente realizzati per entrare a contatto con gli occhi, e seguire passo a passo tutte le regole per una buona rimozione del trucco per gli occhi. I trucchi water-proof, quelli resistenti all’acqua, sono i più resistenti e difficili da togliere: richiedono più tempo e più attenzione per essere ben rimossi e dunque, per non stressare in modo eccessivo le ciglia, sarebbe meglio non abusarne. Un altro consiglio, per non indebolire e rovinare le ciglia, consiste nel scegliere trucchi non aggressivi, preferendo quelli ipoallergenici e senza conservanti: un piccolo ulteriore aiuto per non sottoporre le nostre ciglia a inutili stress.

Gli strumenti: il piegaciglia

Il piegaciglia è uno degli strumenti più amati dalle appassionate di make up che però impaurisce un po’ chi non lo usa con frequenza. Innanzitutto spieghiamo di cosa si tratta: il piegaciglia è uno strumento che serve a incurvare le ciglia, donando un look da diva e uno sguardo aperto, sofisticato e intrigante. C’è chi non ne può fare a meno, chi lo usa solo nelle occasioni speciale e chi ne è terrorizzato perchè teme, usandolo, di farsi male. Questo strumento piega le ciglia in modo artificiale, conferendo loro un’incurvatura veramente fantastica. Noi consigliamo di non abusarne e, in ogni caso, di utilizzarlo sempre in modo corretto seguendo precisamente le indicazioni e con la dovuta cura e la dovuta pressione, onde evitare spiacevoli conseguenze come ciglia rotte e spezzate. Vi presentiamo un tutorial ben fatto in cui potrete vedere, passo per passo, come usare correttamente il piegaciglia e quali sono i risultati sorprendenti che questo strumento ci permette di ottenere.

Ciglia finte ed extension

Chi sogna uno sguardo da urlo che, come le star di Hollywood ci insegnano, possa ammaliare anche in foto, di certo sarà a conoscenza dell’effetto che ciglia finte e extension possono dare agli occhi. Le ciglia finte, molto in voga negli anni settanta, sono tornate oggi di gran moda e sono presenti in commercio in tantissime forme, colori e lunghezze. In grado di donare allo sguardo un fascino da star, le ciglia finte sono semplici da applicare; quella a striscia, dotate di una sagumatura che segue il bordo della palpebra, sono le più semplici da posizionare e, se si ha un minimo di manualità, si applicano in pochi minuti; quelle a ciuffetti, in grado di donare un effetto più naturale, sono più complesse da posizionare e consigliamo il supporto di una brava estetista. Una volta applicate, le ciglia finte potranno essere truccate, struccate e sciacquate come quelle vere: l’unica accortezza consisterà, per quel che riguarda le ciglia a ciuffetto, nella tempestiva applicazione di nuove ciglia una volta che la colla di quelle finte (un’apposita colla cosmetica, realizzata appositamente per questo scopo) avrà perso la sua perfetta aderenza. Le extension sono invece una nuova tipologia di ciglia finte che negli ultimi anni ha avuto un enorme successo. Si tratta di extension sintetiche fatte di materiale leggero e molto naturale che vengono attaccate, mediante una colla ipoallergenica, ad una ad una ad ogni ciglia. L’effetto è portentoso: le ciglia naturali risulteranno più lunghe e folte e lo sguardo ne guadagnerà in profondità e magnetismo. Le extension sono waterproof e hanno una durata maggiore rispetto alle ciglia finte: si portano sia di giorno che di notte, si possono truccare e struccare e solo dopo tre settimane necessiteranno di qualche ritocco.

Rimedi naturali

Gli amanti dei rimedi naturali, dettati direttamente da Madre Natura, saranno lieti di sapere che per avere ciglia da urlo non è necessario rivolgersi esclusivamente ad estetisti o a esperti del make up. La natura infatti ci fornisce un rimedio portentoso per prenderci cura delle nostre ciglia e renderle più lunghe, piene e robuste in modo totalmente naturale! Stiamo parlando dell’olio di ricino, un olio vegetale dalla consistenza grassa che, se applicato costantemente sulla ciglia, ha il potere di rinforzarle e di contribuire in modo significativo al loro infoltimento, con risultati già visibili dopo solo un mese di applicazione. L’olio di ricino va applicato sulle ciglia in piccole quantità, facendo attenzione a non farlo entrare nell’occhio, avvalendosi dell’aiuto di un cotton fioc o di un vecchio scovolino per il mascara ripulito da ogni residuo di trucco. Il momento migliore per l’applicazione è la sera, prima di coricarsi; grazie alle sue proprietà fortemente ristrutturanti e fortificanti, l’olio di ricino si può applicare anche su capelli e sopracciglia.

vene varicose

Vene varicose: un problema da non sottovalutare e da prevenire

Le vene varicose sono una problematica piuttosto diffusa che colpisce prevelentemente le donne ma non trascura nemmeno gli uomini. Circa il 15% degli uomini e il 25% delle donne infatti soffrono di vene varicose e più l’età cresce, più l’insorgenza di questa problematica aumenta.
Le vene varicose sono vene ingrossate e dilatate, ben visibili sulla cute perchè in rilievo. Possono essere violacee, bluastre o color carne e compaiono principalmente sulle gambe, soprattutto nella parte posteriore dei polpacci e sulle cosce.

Perchè si formano le vene varicose?

Le cause che possono determinare la comparsa delle vene varicose sono molteplici:

  • Predisposizione genetica
  • Insufficienza venosa
  • L’avanzare dell’età
  • La Gravidanza
  • Cambiamenti ormonali (pubertà, menopausa…)
  • L’assunzione di farmaci contenenti estrogeno e progesterone (come la pillola anti-concezionale ad esempio)
  • L’obesità
  • Lavori che implicano le prolungata stazione eretta ogni giorno
  • Ferite alle gambe
  • L’eccessiva esposizione solare

Perchè le vene varicose compaiono soprattutto sulle gambe?
Questo accade perchè le vene delle gambe, che come tutte le vene del nostro corpo hanno il compito di riportare il sangue povero di ossigeno al cuore affinchè si irrori nuovamente, devono sopportare una pressione più forte rispetto al resto del corpo; esse devono infatti fare i conti con la forza di gravità in primis ma anche con il peso corporeo della persona: fattori che rendono ancor più arduo il passaggio del sangue dalle zone periferiche del corpo al cuore.

Capita così che le valvole delle vene si indeboliscano e che il sangue si accumuli nelle vene, non riuscendo ad essere spinto fino al cuore in modo ottimale e che, a causa di questo accumulo anomalo del sangue, la vena si dilati, si gonfi e si deformi.

I sintomi delle vene varicose

Le vene varicose si presentano come grosse vene ben visibili sulla pelle e sono accompagnate spesso da sintomi quali gonfiore delle caviglie, senso di pesantezza alle gambe, prurito alle caviglie e pelle scolorita nei pressi della vena varicosa. La vena varicosa, sicuramente più delicata delle vene normali perchè più esposta in superficie, non rappresenta un problema in sè ma può essere un segnale o un sintomo di patologie e problematiche che andrebbero approfondite. In caso di comparsa di vene varicose è dunque consigliata una visita accurata e un consulto specifico con il proprio medico di riferimento.

La prevenzione è importante

Una volta che una vena varicosa compare è assai difficile che essa torni alla sua forma originaria. Succede a volte che, dopo il parto, alcune vene che si erano ingrossate durante la gravidanza a causa dell’aumento della pressione sanguigna, vengano riassorbite ma solitamente una volta che una vena si deforma, difficilmente essa tornerà alla condizione precedente.

Una volta che la vena varicosa compare il danno è fatto e l’inestetismo rimarrà ben visibile sulle nostre gambe e dovrà essere periodicamemnte supervisionato per accertarsi che non peggiori e che non sia un segnale di qualche problematica di salute. La miglior difesa contro le vene varicose è pertanto la prevenzione; le regole di prevenzione delle vene varicose sono da un lato dettate dal rispetto delle buone norme generali di salute, dall’altro consistono in alcuni piccoli accorgimenti specifici, inerenti a questa particolare problematica.

Ecco qualche consiglio generalmente valido per prevenire la comparsa delle vene varicose:

  • mantenere il giusto peso corporeo
  • praticare sport ed esercizio fisico costante per mantenere una buona circolazione sanguigna: basta anche fare solo una lunga camminata ogni giorno, per mantenersi attivi.
  • avere un’alimentazione bilanciata e corretta, ricca di vitamine e sali minerali.
  • dormire in un letto con la parte dove poggiano i piedi un po’ più rialzata, per favorire un ricircolo sanguigno
  • l’utilizzo di calze elastiche a compressione graduata: un ottimo rimedio per contrastare e prevenire il ristagno di sangue in vene e capillari. Questo rimedio si rivela particolarmente utile anche in caso di lavori che richiedono di stare in piedi per ore. Le calze si rivelano efficaci anche in caso contrario, quando si è costretti a stare fermi molto a lungo; nei lavori molto sedentari e in caso di lunghi viaggi in aereo o in macchina è altresì importante ricordare di muovere spesso le gambe, di sgranchirsi e di sollevarsi e fare due passi per prevenire l’insorgenza delle vene varicose.

Qualche cattiva abitudine da bandire assolutamente

Qaundo si parla di circolazione e di vene varicose non solo è importante avere uno stile di vita sano: bisogna anche dire addio ad abitudini e comportamenti scorretti che potrebbero minare in modo irreversibile la nostra salute. Ecco un piccolo esempio di cattive abitudine a cui dire addio o da limitare, per prevenire l’insorgere di varici:

  • Il fumo: una cattiva abitudine da bandire assolutamente, a favore della nostra salute in toto!
  • Moderare il consumo di alcool
  • Moderare il consumo di grassi e di alimenti ricchi di caffeina
  • Evitare di indossare indumenti troppo stretti; pantaloni, intimo, cinture e abiti costringenti infatti ostacolano e rallentano il ricircolo del sangue, specie quando le condizioni della circolazione già non sono di per sè ottimali.
  • Molte donne si dispiaceranno ma, in caso di problemi di circolazione e di comparsa di varici, sarebeb bene limitare l’uso di scarpe con tacchi molto alti e intercalare il loro utilizzo indossando scarpe rialzate di pochi centimentri e scarpe piatte e comode, che permettano ai muscoli della gambe di lavorare di più e di muoversi in modo più naturale.
  • L’esposizione al sole dovrà essere un’esposizione moderata e sempre con le giuste protezioni solari
  • E’ meglio evitare bagni e docce bollenti, optando invece per la temperatura tiepida dell’acqua. Vale lo stesso per gli ambienti molto caldi (le saune, ad esempio) poiche temperature esterne elevate favoriscono la vasodilatazione.

Rimedi naturali per combattere le vene varicose

Se, come si è detto in precedenza, una volta che le vene varicose compaiono, farle sparire del tutto è praticamente impossibile, esistono però dei rimedi naturali, semplici e poco dispendiosi, in grado di alleviare i fastidi e i disagi dovuti alle vene varicose.

  • Crema alla calendula: la calendula è nota per le sue proprietà lenitive e astringenti e, in caso di vene varicose, da risultati efficaci. Va applicata sulle gambe la sera, prima di coricarsi, con movimenti che vanno dal basso verso l’alto, per favorire la circolazione sanguigna. Se sentite le gambe pesanti e stanche, tenete la crema alla calendula in frigorifero: applicarla fresca sulle gambe donerà una sensazione impaganbile di sollievo e leggerezza.
  • Percorso Knippe: si tratta di un particolare tipo di idroterapia che consiste nell’alternare sulle gambe getti di acqua fredda e calda, allo scopo di riattivare la circolazione. Il percorso Knippe viene effettuate nei centri specializzati e in alcuni centri termali.
  • Tisana all’ippocastano: si tratta di una tisana molto utile in caso di problemi circolatori e, nello specifico, in caso di vene varicose. L’ippocastano, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie ed antiedematose, aiuta a combattere in modo efficace gli stati di fragilità capillare.

Vene varicose e chirurgia

In caso di particolari problematiche è possibile intervenire chirurgicamente sulle vene varicose. Nel corso degli anni sono stati perfezionati numerosi tipi di interventi e di strumenti atti a risolvere le problematiche legate all’insorgere dei varici. Si spazia dalle terapie laser alle tecniche con radiofrequenza, dai tanti e differenti trattamenti di tipo chirurgico che includono la rimozione della vena stessa attraverso la legatura chirurgica e lo Stripping alla la flebectomia ambulatoriale, ad esempio.

In caso di particolari e serie problematiche sarà il vostro medico di riferimento a consigliarvi e a indirizzarvi verso il trattamento che più fa al caso vostro. Le vene varicose non sono certo da considerare solo come inestetismo e sono sicuramente da tenere sotto controllo, tuttavia un intervento invasivo di tipo chirurgico è consigliato solo in alcuni casi specifici.

precauzioni abbronzatura

Precauzioni abbronzatura: che cosa mangiare e qualche consiglio utile

Abbronzarsi, questo sembra essere il “must” delle vacanze estive. Perché spesso abbronzatura equivale a vacanza, relax, salute, bellezza. In fin dei conti, però, l’abbronzatura altro non è che una risposta fisiologica, un fenomeno per il quale la pelle stimolata dall’esposizione ai raggi ultravioletti del sole, tende a scurirsi. Sappiamo che il sole ha parecchi effetti benefici sull’organismo: stimola il tono fisico e muscolare, migliora l’umore, attenua i dolori articolari e, in alcuni casi, costituisce una vera e propria terapia (per esempio in presenza di psoriasi). Ma come ormai è noto, l’abbronzatura non può essere lasciata al caso; i rischi che derivano da un’eccessiva e scorretta esposizione al sole, possono essere maggiori dei vantaggi che ne derivano. In questo articolo vi aiuteremo a capire come ottenere una tintarella da fare invidia: vi daremo i migliori consigli, vi illustreremo le principali precauzioni, vi sveleremo la dieta per un colorito sano e vedremo quali sono i rischi da evitare.

Abbronzatura, melanina e betacarotene

Tutti conoscono l’importanza di carote, pomodori e di tutti quei frutti che contengono il betacarotene, precursore della vitamina A, che unito alla melanina, ci aiuta a ottenere una bella abbronzatura. La produzione di melanina, quindi, non dipende dall’assunzione di carotenoidi, ma solo dall’esposizione al sole. La melanina protegge dalle radiazioni ultraviolette del sole e permette alla pelle di assumere il colore scuro dell’abbronzatura.

Ma che cos’è e a cosa serve il betacarotene?

Il betacarotene è un pigmento arancione contenuto in molte varietà di frutta e verdura a cui conferisce un colore che varia dal giallo al rosso. Ne sono particolarmente ricchi i frutti come albicocche, cachi, meloni, pesche, arance e le verdure come carote, pomodori, zucca gialla, peperoni rossi, ma anche le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, rape e cicoria).

precauzioni abbronzaturaIl betacarotene, giunto nell’intestino, viene convertito in parte in vitamina A, una sostanza fondamentale per la salute della pelle e degli occhi, e il resto viene assorbito e immagazzinato come tale.

Il betacarotene assunto per bocca si deposita in parte nel tessuto adiposo e nella cute, conferendo un caratteristico colore arancione dorato alla pelle, che unendosi al colore bruno della melanina, contribuisce all’ottenimento rapido di una colorazione intensa della nostra abbronzatura. Per questo il betacarotene è stato spesso pubblicizzato anche come stimolante dell’abbronzatura, anche se in realtà l’abbronzatura dipende solo dalla produzione di melanina.

Gli integratori a base di betacarotene non forniscono alcuna protezione nei confronti delle radiazioni ultraviolette. Un’integrazione a base di betacarotene può essere consigliata a chi ha la pelle molto chiara, per diminuire le reazioni di fotosensibilità nei confronti della luce solare. Non bisogna esimersi però dall’utilizzare appropriati filtri solari (creme, gel e latti).

Un’altra falsa credenza legata all’assunzione di betacarotene è quella che serva per proteggersi dagli eritemi solari. Gli eritemi si generano per un eccessivo assorbimento dei raggi solari con conseguente aumento della temperatura della pelle e successiva reazione. Il consiglio di usare betacarotene in chi si espone al sole non è dato tanto nell’ottica protettiva, quanto di facilitare una buona abbronzatura, che ci protegge anche dai raggi solari. È cioè un consiglio valido per tutti coloro che si espongono al sole. La protezione dagli eritemi passa soprattutto attraverso le creme solari.

Ha effetti indesiderati?

L’unico effetto indesiderato di una supplementazione di beta-carotene può essere la comparsa di una colorazione giallastra, soprattutto del palmo della mano e della pianta del piede (carotenodermia): questo inestetismo che si manifesta nell’arco di 2-6 settimane è solitamente dovuto all’assunzione di una quantità eccessiva di beta-carotene; si attenua e scompare riducendo o sospendendo l’assunzione.

Abbronzatura e alimenti che aiutano la tintarella

La dieta, in particolare, riveste un ruolo molto importante per mantenere la pelle giovane ed elastica, ma non solo: betacarotene, vitamine, aminoacidi essenziali aiutano la pelle a proteggersi dai rischi del sole, stimolano l’abbronzatura e favoriscono la formazione di melanina.

frutta abbronzaturaDurante l’estate il caldo fa sudare molto, facendoci perdere acqua e sali minerali: essi vanno reintegrati possibilmente con cibi rinfrescanti come frutta e verdura di stagione ricche di potassio, calcio e ferro, fondamentali per ristabilire l’equilibrio del nostro organismo. Occorre eliminare gli alimenti ricchi di sodio (che favorisce la ritenzione idrica), i condimenti pesanti e l’alcol. E non dimentichiamo che l’acqua è molto importante per mantenere la cute idratata e reintegrare le grosse perdite di liquidi causate dalla sudorazione.

Gli alimenti vegetali pertanto ci vengono incontro per svariate esigenze: dissetano, nutrono, reintegrano i sali minerali, apportano vitamine, mantengono in efficienza l’apparato intestinale grazie alle fibre che contengono, contrastano l’azione dei radicali liberi prodotti nell’organismo a seguito della esposizione al sole.

Ma quali sono le sostanze che favoriscono l’abbronzatura, e in quali alimenti sono presenti?

Betacarotene

Ha azione antiossidante, proteggendo quindi la pelle dall’invecchiamento precoce. Si trova principalmente nella frutta e verdura di colore giallo, arancio e rosso. Bastano soltanto 100 grammi al giorno di carote (che hanno un contenuto record di 1200 microgrammi di vitamina A ogni 100 grammi di prodotto), di albicocche (500 microgrammi per 100 grammi di prodotto), pomodori, zucca gialla e fragole. E non trascuriamo insalate, cicoria, lattughe, meloni, peperoni, ciliegie, cocomeri.

Vitamine anti-ossidanti (A, C, E)

Combattono l’azione dei radicali liberi, prevenendo quindi l’invecchiamento precoce della pelle. Gli oli vegetali, in particolare quello d’oliva, sono particolarmente utili, perché permettono l’assorbimento del betacarotene e contribuiscono a rinnovare l’epidermide. Attenzione, però, a consumarli solo a crudo. Gli ingredienti che maggiormente li contengono sono: anacardi, aringhe, frutti di mare, bietole, broccoli, spinaci, zucchine, germe di grano e olio di germe di grano, mandorle, nocciole, noci.

Vitamina PP

Calma le infiammazioni provocate da eventuali scottature. Si trova in arachidi, carne rossa, fegato, gamberetti, pesce azzurro (tonno, pesce spada, acciughe, sarde, sgombro) e uova.

Aminoacidi essenziali
 (fenilalanina, metionina, leucina, isoleucina, lisina, valina, treonina, triptofano)

Necessari per nutrire a fondo la pelle e renderla resistente alle aggressioni esterne, sono presenti nelle proteine animali (carne, pesce) e nei legumi abbinati ai cereali
(es: pasta e fagioli – cous cous con ceci).
Infine, soprattutto se non si ha modo di esporsi al sole in maniera assidua e costante, è consigliabile assumere alimenti che aiutano a prolungare l’abbronzatura, cioè latte e pesce, i quali contengono Omega 3 e Omega 6, importanti per la formazione e sintesi di collagene e rilastina che rendono anche la pelle elastica e nutrita.

Consigli alimentari pro-abbronzatura

  • Cercate di bere almeno 2 litri di acqua al giorno.
  • Consumate molta frutta e verdura e se necessario, reintegrate i sali minerali persi con integratori idrosalini
  • La verdura va consumata preferibilmente cruda o cotta al vapore
  • Al bar scegliete spremute e succhi di frutta limitando il consumo di alcolici e di bibite gassate o eccessivamente zuccherate
  • Tra i condimenti preferite l’olio extravergine di oliva perché aumenta l’assorbimento del betacarotene.
  • I pasti non devono essere troppo ricchi ed elaborati; è meglio fare pasti piccoli (almeno 4) che non una o due abbuffate al giorno

La corretta esposizione al sole

Al fine di praticare un’esposizione più salutare e benefica per l’organismo, ecco un piccolo decalogo da rispettare quando ci si lascia “baciare dal sole”:

  1. abituare progressivamente la pelle al sole. L’abbronzatura superficiale dei primi giorni è dovuta alla quantità di melanina subito disponibile, ma è destinata a sparire rapidamente; solo dopo circa una settimana comincia a formarsi un’abbronzatura duratura;
  2. evitare di stare al sole per un tempo eccessivamente prolungato: i momenti migliori per abbronzarsi sono il mattino fino alle 12 e il tardo pomeriggio, evitando le ore più calde della giornata (dalle 12 alle 15);
  3. utilizzare creme protettive: applicare adeguati prodotti protettivi, ipoallergenici e rispettosi del ph della pelle. L’applicazione di tali prodotti va effettuata con massaggio, in modo da facilitarne l’assorbimento, e deve essere ripetuta ogni due ore, soprattutto dopo i bagni. A meno di non essere fra i fototipi decisamente penalizzati, per un adulto, 5′ (primi 2-3 giorni) – 30′ (dopo 15 gg.) di esposizione al sole pulito del mare non creano problemi. Se si usa una crema a protezione 16, si possono moltiplicare questi tempi per 16, cioè 1h20′ i primi giorni e 8 h dopo 15 gg. Quindi una crema a protezione 16-20 è ottimale. Per i bambini i tempi di esposizione si riducono a metà o si raddoppia la protezione;
  4. prestare attenzione a tutte quelle condizioni che riducono la percezione di rischio: vento, cielo leggermente nuvoloso o superfici riflettenti (acqua, sabbia chiara, etc). E’ importante ricordarsi che i raggi ultravioletti passano anche attraverso le nuvole, per cui anche restando all’ombra non si è mai completamente al riparo;
  5. al termine dell’esposizione, applicare un buon prodotto doposole, in modo da restituire freschezza e idratazione alla pelle.

I rischi del sole

Quando l’esposizione è eccessiva o avviene senza precauzioni, essa può diventare persino pericolosa. La prima reazione è la classica scottatura che, a seconda della gravità, può manifestarsi anche come ustione. Caratterizzata da bruciore, prurito e dolore nella zona colpita, la scottatura guarisce entro alcuni giorni a seconda della gravità.

Continue esposizioni eccessive alla luce solare (o anche alle lampade abbronzanti) sono anche responsabili dell’invecchiamento della pelle, favorendo la comparsa o l’accentuazione delle rughe. Inoltre, aumenta nel tempo il rischio di causare tumori più o meno gravi alla pelle.
Troppa esposizione al sole può comportare anche problemi alla vista, se non si indossano gli occhiali da sole, nonché disfunzioni del sistema immunitario.

Monica Bellucci

50 anni… e non sentirli

Lontanissimi a 20 anni, ma anche a 30 e 40, i 50 anni arrivano con tutta la loro carica di emozioni, filtrate dall’esperienza di un vissuto che porta con sé una grande ricchezza: la consapevolezza dei risultati raggiunti e l’affacciarsi di una ritrovata identità che per molte diventa una straordinaria occasione di libertà, una specie di nuovo inizio, con la possibilità di reinventarsi con altri interessi, attività, passioni.

Ironia e orgoglio generazionale, le caratteristiche di questa nuova tostissima generazione delle boomers, le 50enni di oggi: superfemminili, assertive, curiose, desiderose di nuove esperienze, protagoniste di modelli sociali inediti e di nuovi stili di vita. Queste donne appartengono, infatti, a una generazione protagonista di grandi rivoluzioni nelle relazioni familiari, sociali, lavorative, durante i loro 20 e 30 anni. E ora sono pronte a reinventarsi i 50.

Parola d’ordine è la discontinuità, che non bisogna temere, ma amare e vivere come un’opportunità, cavalcandola e diventandone le assolute protagoniste. Per molte cambia il ruolo all’interno della famiglia e nel proprio ambiente sociale, nel lavoro. Bisogna quindi imparare a guardarsi con occhi nuovi.
Oggi i 40 anni sono vissuti dalle donne come fossero 30, quindi i 50 sono 40, a dimostrazione che gli anni di una donna non sono quelli attestati dall’anagrafe, ma dalla sua percezione di sé!

Le 50enni del Terzo Millennio

margheritaLe 50enni del Terzo Millennio sono la sintesi dell’equilibrio tra bellezza, salute e benessere raggiunto grazie a una maggior consapevolezza del proprio valore.

Da un’interessante ricerca promossa da Lancaster nell’ambito dell’Osservatorio Differently, che ha preso in esame un campione di 700 donne italiane intervistate da GfK Eurisko emerge che la maggior parte di loro rivela di non aver paura di invecchiare e di vedere i 50 anni come una tappa, non come un traguardo, anche grazie all’aumento della vita media ma anche e soprattutto ai cambiamenti socioculturali (il 66% di loro non nasconde poi il fatto di sentirsi più giovane rispetto alle coetanee delle generazioni che le hanno precedute). Sono tutte molto o abbastanza attente alla salute e alla prevenzione sanitaria (65%), curano la propria alimentazione, ma anche il proprio corpo (43%). Seguono poi uno stile di vita adeguato, praticano molto movimento.

isabella ferrariA differenza delle più giovani, le 50enni non sono per nulla ossessionate dalla bilancia, anzi. Solo il 18% di loro dichiara di essere in cura da un dietologo. Trionfa, dunque, una bellezza più vera, tutta femminile, sana e naturale, basata sul raggiungimento di un giusto compromesso tra aspetto esteriore e personalità, divenuta più interessante con il passare degli anni, con maggior temperamento e charme.

Solo il 2% delle cinquantenni inoltre dichiara di essersi sottoposta ad interventi chirurgici estetici preferendo prevenire, grazie a trattamenti e prodotti cosmetici (64%), le piccole imperfezioni con risultati più naturali e meno invasivi.

Curare la propria alimentazione

PomodoroIl primo obiettivo da prefissarsi è quello di dare uno stop alla bilancia per raggiungere un livello di equilibrio, in modo da evitare di prendere peso e poi di dovere sottoporsi a drastiche e faticose diete che avrebbero un impatto sul metabolismo, che in questo momento non va stressato perché sta già vivendo una fase delicata.

Per riuscirci occorre prevedere una leggera riduzione calorica giornaliera (il minimo necessario individualmente per contenere l’aumento di peso) e aumentare progressivamente l’attività fisica. È bene seguire la politica dei piccoli passi, ossia delle mini riduzioni, ma tutti i giorni.

soiaPer alcune sarà sufficiente diminuire di 20 grammi le quantità giornaliere di pane e di pasta, di 2 cucchiaini d’olio e di 2 cucchiaini di zucchero per ridurre l’introito calorico quotidiano di ben 250 calorie (equivalente a un dimagramento di almeno un chilo al mese). Per altre basterà evitare il dolcetto dopo cena o ridurre il consumo di bevande gassate o del vino a cena.
Una volta consolidata questa nuova condizione di stabilità, si potrà pensare a ulteriori restrizioni caloriche, se necessarie.

semi di linoTra i cibi da non farsi mancare c’è sicuramente il pesce, specie quello azzurro, il tonno e il salmone, ricchi di vitamina D che aiuta a prevenire l’osteoporosi in agguato in questa fase della vita. Hanno inoltre un ottimo contenuto di omega 3 che evita l’accumulo dei grassi più pericolosi (trigliceridi e colesterolo) sulle pareti arteriose.

Altro alimento prezioso, il pomodoro, ricco di licopene che aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari e contrasta radicali liberi e invecchiamento. Crudo, in succo (naturalmente biologico), e meglio ancora se in salsa, come condimento considerato che la cottura a elevate temperature migliora la biodisponibilità del licopene, ottimizzandone l’assorbimento.
E poi carota, peperone, zucca, sono ricchi di vitamina A che rivitalizza il metabolismo cellulare, stimola la circolazione e protegge l’integrità delle ossa.

La dieta deve essere alleggerita da proteine animali e latticini, e arricchita da tre alimenti essenziali:

  • fitoestrogeni – estrogeni vegetali contenuti nella soia, reperibili anche in compresse fitoterapeutiche e preparati a base di trifoglio rosso, soia, luppolo
  • isoflavoni, di cui sono ricchi i legumi – vedi lenticchie, ceci, fagioli e, ovviamente, la soia
  • lignani, presenti in semi di lino e di girasole, oli vegetali, cereali integrali, noci, mele, pere, e nelle verdure tipo carote, finocchi, aglio, cipolla, sedano

Indispensabile poi trattenere il calcio nelle ossa. Può rivelarsi utile per questo un’integrazione di boro, che si può assumere in compresse.

Gli integratori naturali

cimicifuga racemosaI cambiamenti legati al passare degli anni portano purtroppo inevitabilmente qualche seccatura, come possibili sbalzi d’umore, vampate, insonnia, alcuni chili di troppo. Niente però che non sia risolvibile, dedicando a sé qualche attenzione supplementare. Prima di tutto: più attività fisica, meno calorie e integratori naturali.

Tra i rimedi più utili:

  • la cimifuga racemosa efficace per contrastare vampate, malumori, emicrania, palpitazioni
  • la sepia agisce contro irritabilità, apatia, depressione, sudorazioni, stanchezza
  • il lachesis indicato contro vampate, ansia, insonnia
  • l’ignatia adatta contro irritabilità e depressione
  • la sanguinaria, ottima per le botte di calore.

Il modo più efficace per ritrovare una buona linea è sempre e comunque quello di condurre una vita attiva. L’esercizio fisico unito a una sana alimentazione è indispensabile per mantenere una muscolatura tonica e ossa più forti e protette dall’osteoporosi.
A ognuna la scelta di quale sia l’attività a sé più congeniale!

Curare il proprio corpo

Parole d’ordine per curare il proprio corpo sono nutrire e tonificare. La pelle richiede sempre cure e attenzioni, ma è arrivato il momento di una dose extra di nutrimento.
Via libera quindi alle formule più ricche di principi attivi e a elevate performance, ai massaggi, ai trattamenti estetici e alla cura di mani e piedi.

Non bisogna mai far mancare alla pelle la giusta dose di nutrimento e idratazione.

bere acquaDai 40 anni in poi iniziamo a toccare con mano che la nostra pelle invecchia, anche se, in realtà, questo processo è iniziato da tempo.
Il primo segnale evidente è la disidratazione. Andando avanti con gli anni, il numero di ceramidi (sostanze cementanti che tengono unite le cellule dell’epidermide) diminuisce e ciò comporta la creazione, a livello cellulare, di piccole crepe che lasciano fuoriuscire i liquidi della cute che diventa fragile, più soggetta alle desquamazioni, alle rughe e alle screpolature. Appare più ruvida e secca al tatto.

Il tempo modifica la cute anche a livello più profondo, nel derma, dove si assiste a una graduale degenerazione. La cute, con il tempo tende a perdere connettivo, fibre elastiche, collagene con un vero e proprio scivolamento di tutte le strutture verso il basso. Le conseguenze visibili di questi processi sono le rughe, l’avvizzimento, l’afflosciamento e la perdita di tono.

Dobbiamo quindi contrastarne gli effetti e aiutare la nostra pelle a mantenersi giovane, idratata, tonica ed elastica.
Per fare questo bisogna intervenire su due fronti. Sicuramente è possibile e utile ricorrere a terapie strumentali eseguite con attrezzature ad alta tecnologia o con sostanze chimiche o iniettive, ma oltre a questo occorre sapere come agire nella propria quotidianità, utilizzando prodotti specifici, dalle creme agli integratori.

Le regole sono semplici: bere almeno 2 litri di acqua ogni giorno, consumare almeno una volta alla settimana sardine, sgombri e merluzzo, ricchi di acidi grassi che rallentano l’invecchiamento cellulare, ridurre formaggi grassi, carni rosse, caffè e alcolici che affaticano la digestione influendo negativamente sul colorito e la luminosità della pelle, praticare un’attività fisica aerobica almeno tre volte alla settimana (camminate a passo svelto, yoga, ginnastica a corpo libero, nuoto o bici) e, tassativamente, smettere di fumare.

idratare la pelleE per le creme? Oltre alla sensorialità, che è importantissima (devo sentirmi bene nella mia crema), è importante informarsi dei benefici, valutati attraverso test clinici validati, derivanti dalla composizione dei vari principi attivi.

ATTENZIONE: l’invecchiamento cutaneo può essere dovuto anche a fattori ambientali e allo stile di vita.
In questo caso è necessario quindi fare i conti, per esempio con il photo-aging (o foto-invecchiamento): l’esposizione prolungata ai raggi solari conduce a una degenerazione accelerata e alla comparsa di sgradevoli dilatazioni di capillari o addirittura alla formazione di pericolosi tumori della pelle. L’inquinamento atmosferico può aggredire la pelle, diminuendone l’ossigenazione così come anche il fumo di sigaretta, che la irrita e la soffoca.

Alcuni possibili interventi per la correzione dei cedimenti cutanei più diffusi

Blefaroplastica

La blefaroplastica è una procedura che interviene sulla regione degli occhi, sulla palpebra superiore, inferiore o entrambe, con l’obiettivo di ringiovanire e alleggerire lo sguardo, rendendolo più fresco e disteso. Può essere praticata nella parte superiore per eliminare la pelle in eccesso e il grasso che si deposita negli anni, oppure nella parte inferiore per eliminare borse e piccole rughe.

Laser CO2 abbinato alla Radiofrequenza

Rappresenta un’ottima soluzione per garantire nuovo tono, turgore ed elasticità alla pelle ed eliminare macchie di diversa natura anche integrato a cicli di vitamine bio-rivitalizzanti.

Radiesse

E’ la migliore alternativa per definire il contorno inferiore del viso e contrastarne i cedimenti. Si tratta di un filler di ultima generazione che iniettato sottocute restituisce vigore, pienezza ed elasticità ai tessuti.

Acido ialuronico

Per intervenire sulle rughe più o meno profonde del volto, senza doversi sottoporre ad un tradizionale lifting invasivo e con risultati in armonia ed equilibrio con il proprio viso.

Mastopessi (o lifting del seno)

Per correggere la naturale caduta del seno, questo intervento restituisce tonicità e forma al decolleté con pochi giorni di recupero.

Lifting braccia e cosce

Per restituire tonicità e riposizionare i tessuti cadenti è possibile ricorrere al lifting su braccia e cosce, eventualmente abbinato alla liposuzione, se necessaria.

Il lifting “dolce” Macs Lift

Per chi volesse optare per qualcosa di più definitivo ed intervenire sull’aspetto generale del viso è possibile ricorrere a nuove tecniche di lifting “dolce” Macs Lift (Minimal Access Cranial Suspension lifting), una modalità di intervento di ringiovanimento del viso creata da due medici belgi, che si caratterizza per l’approccio più soft (cicatrice corta) rispetto ai lifting tradizionali.

E il make up?

Un make up corretto e adatto alle esigenze può essere super utile per nascondere le imperfezioni o valorizzarle grazie a effetti luce e ad appositi trucchi.
Una cosa però è sicura, si deve rinunciare al make up troppo vistoso preferendo un effetto naturale, privilegiando i colori tenui. Effetto ‘c’è ma non si vede’!
Il make up è sicuramente un ottimo alleato per le donne, ma il punto di partenza per mantenere la pelle giovane è innanzitutto aver cura di essa, ricordando di detergerla quotidianamente e di applicare delle creme idratanti o adeguate all’età.

rinforzare le unghiePer quanto riguarda il make up, il primo passo fondamentale è l’applicazione del primer (o perfezionatore) per il viso e per gli occhi, un tempo utilizzato solo dai make up artist. La sua principale funzione è di lasciare intatto il trucco più a lungo, coprire eventuali imperfezioni ed eliminare il lucido.
Si possono trovare anche dei primer anti età che possono sostituire efficacemente la crema giorno, essendo ricchi di principi attivi. Il primer può essere incolore o colorato.

Vediamo un esempio di make up da giorno. Dopo aver applicato il primer, passiamo alla stesura del fondotinta. È consigliabile sceglierne un anti età, possibilmente fluido, quindi facile da stendere, in modo da ottenere un effetto più naturale. La scelta del colore è fondamentale: deve essere più vicino possibile al proprio colore naturale.
Occorre poi fissare il make up con un velo di cipria in polvere incolore (ottima la polvere di riso) e donare un tocco di colore agli zigomi applicando un velo leggero di fard, appena accennato.
Per gli occhi occorre scegliere delle tonalità leggere e non troppo brillanti in modo da esaltarne il colore ed evitare di appesantire la palpebra.
Applicare poi una linea sottile di eyeliner o matita e, come tocco finale, ed esagerare con il mascara, privilegiando l’allungamento al volume.
Anche per le labbra sarà meglio orientare la scelta verso colori tenui e rosati.

Per il make up da sera, oltre al primer si potrà usare un fondotinta leggermente più coprente, prestando sempre ben attenzione ad uniformarlo all’incarnato, sul viso e sul collo, per non creare sgraditi stacchi.
Sugli occhi invece sarà possibile osare con qualche colore perlato. Sono ottime la matita o la polvere argento per illuminare lo sguardo. Non bisogna dimenticare l’eyeliner, tracciando una linea sempre molto sottile per non appesantire gli occhi, un bel mascara e perché no…osare con delle ciglia finte.
Se le sopracciglia dovessero essere rade, si possono correggere e perfezionare con una matita.
Anche per il rossetto, la sera sono ammesse tutte le trasgressioni, purché in armonia con i propri colori.

E per finire…qualche consiglio riguardo al look

Partiamo dal presupposto che le donne a 50anni possono indossare ciò che vogliono, a patto che osservino alcuni semplici accorgimenti.

jmonteiroLa regola numero uno è la misura: ogni eccesso va evitato! Al bando quindi il troppo lungo, il troppo corto, il troppo stretto ma anche il troppo largo, il colore esagerato ma anche il nero total look, anche se è un sicuro alleato perché snellisce.
Scegliere il colore che dona e ravvivare il proprio look. Non dimenticare che gli indumenti nei colori delicati o naturali devono essere valorizzati da un giusto abbinamento di gioielli e da una particolare cura del taglio di capelli e del maquillage.

Considerare con attenzione i propri punti di forza per enfatizzarli, e i propri punti deboli per dissimularli.

Il taglio a impero ad esempio, concentra l’attenzione sul seno e aiuta a camuffare la pancetta. Qualche rotolino di troppo può scomparire magicamente se la scelta cade su un modello che cada morbido sul ventre e i fianchi e non li metta in evidenza.
Un corpo magro e non troppo formoso consente di giocare con le fantasie per accentuare le forme. Fianchi larghi, ma vitino da vespa? Gonna a ruota anni cinquanta.

Un altro imperativo è di non mostrare più centimetri di pelle del necessario. Le gonne corte sono ammesse, ma con un occhio obiettivo alle proprie gambe e possibilmente con l’uso dei collant.
Ok anche per i vestiti a fiori, a patto però che siano grandi e in stile etnico e non piccoli e diradati come nei vestiti cosiddetti ‘da the’.

Cercare sempre di non trascurare il dettaglio dando luce al look con perle e pietre preziose e non.
Vincente sempre l’accostamento materiale prezioso materiale-povero.

In ogni caso, il segreto di un sicuro successo è quello trovare il giusto mix fra classico e moderno e avere rispetto sempre e comunque della propria natura e del proprio personalissimo stile.

Mi piace terminare riportando integralmente il testo scritto a margine di un vecchio libro (del 1982) di quel genio di Diego dalla Palma che mi è capitato tra le mani qualche giorno fa e che mi è sembrato un messaggio positivo che mi ha fatto piacere leggere e che mi fa piacere riportare: “Il sentirsi affascinanti, importanti, sicuri di sé, vuol dire essere belli ed interessanti: non è una questione di parole ma di fatti, una questione di autosuggestione. Ci sono brutti che piacciono all’inverosimile, belli che non piacciono affatto! Ci si sente belli quando si è sereni, magari innamorati, se si lavora con costanza e impegno, sani nel fisico e nella mente; ci si sente belli quando la propria vita è vissuta intensamente, con coraggio, con grinta, con inventiva e con delle frustate: sì, è proprio così, la bellezza, quella vera, quella che viene da dentro, umana e prepotente, è quella che spesso viene dalla sofferenza. Le prove sono tante: la storia insegna, l’attualità conferma”.