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Respiro vivo

L’attività più viva e vitale che compie il nostro corpo è quella respiratoria, vero e proprio movimento che anche il più pigro non può fare a meno di eseguire. A riposo, i muscoli deputati permettono circa 20.000 atti respiratori al giorno nei quali sono ventilati circa 18.000 litri di ossigeno. Respirare in modo libero e pieno può diventare un esercizio costante e, se ben indirizzato e svincolato da posizioni statiche e posture viziate, un importante contributo al nostro benessere.

Siamo consapevoli di come respiriamo?

Il nostro corpo risente dell’ambiente in cui vive. Lo stress, le emozioni e lo stile di vita plasmano il nostro respiro e la nostra postura lo sintetizza. Quando siamo rilassati il nostro respiro è profondo e di tipo addominale. Basta una banalità, una telefonata che non arriva o il traffico che rischia di farci saltare un appuntamento di lavoro, per ridurre la nostra respirazione a mera sopravvivenza. Quando questo accade possiamo percepire un’aumentata frequenza degli atti respiratori nel petto, bloccando invece la pancia. Talvolta, invece, capita di fare dei respironi come risalendo da un’apnea. Siamo così immersi nei nostri pensieri che il respiro si sospende e viene trattenuto anche per interi minuti.

Come ci comportiamo quando pensiamo al respiro? Immediatamente facciamo un’inspirazione profonda, quasi esagerata, ignorando spesso la fase di espirazione. Invece, per un’azione respiratoria efficace e poter inalare l’ossigeno, è necessario creare spazio, liberandoci dell’anidride carbonica che deriva dai processi ossidativi. Non a caso la regolazione neurologica della respirazione si basa sull’eliminazione del diossido di carbonio.

Il contenitore condiziona il contenuto.

Possiamo immaginare la nostra gabbia toracica come un vaso contenente i polmoni e il cuore. Il contenitore non solo è protettivo ma condiziona gli organi contenuti con posizioni e insufficienti movimenti della gabbia toracica. Posture rigide, stare a lungo seduti magari in condizioni di stress, possono limitare i movimenti di espansione tra le coste e influire sulla qualità della respirazione.

Muscolo principale della respirazione è il diaframma che con i muscoli intercostali e quelli accessori, rilassandosi durante l’inspirazione, consente di riempire i polmoni e di appoggiarsi alla cavità addominale. Durante l’espirazione i muscoli della parete addominale, specie i trasversi comprimono lo spazio per permettere di al diaframma di risalire favorendo l’eliminazione dell’anidride carbonica dai polmoni attraverso le vie respiratorie.

Una vera e propria mindfull.

Quando respiriamo generiamo un’onda di movimento che coinvolge l’organismo dalla testa ai piedi. Una sorta di massaggio interno che, accarezzando gli organi attraverso il connettivo, mantiene in salute e sollecita la struttura. Come se, a ogni atto respiratorio sostenessimo l’organismo, dall’interno con un’interessante azione di scarico sui muscoli della colonna che sono così liberi e pronti all’azione. Non a caso le meditazioni si basano sull’osservazione e l’uso del respiro per favorire il rilassamento.

Ripristinando un respiro libero e profondo, possiamo migliorare la libertà di movimento della testa, del tronco e delle gambe, agire costantemente sulla parete addominale che, finalmente coinvolta nella naturale funzione di contrazione e distensione propria di ogni muscolo del corpo, torna elastica e tonica. L’intera postura ne trarrà vantaggio mantenendo con maggiore facilità la stazione eretta, liberando le spalle e il collo, ben equilibrati sugli arti inferiori. Infine la respirazione con il movimento contribuisce ad alcalinizzare il ph, di ossigenare la pelle che appare più rosea e di drenare tossine, anche quelle che tratteniamo con i nostri pensieri.

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Auto-shiatsu – Un tocco amorevole verso se stessi

Oggi parliamo di auto-shiatsu. Ma prima di tutto: che cos’è lo shiatsu?

Shia-tsu è un termine giapponese che significa “premere con le dita” e si riferisce a una forma di trattamento praticata in Giappone da più di un secolo. È da considerarsi un vero e proprio rimedio in presenza di dolori muscolari e articolari e in generale per tutti i disturbi legati allo stress.

Di certo ne avrete sentito parlare in diverse circostanze, ma sono certa che ben difficilmente avrete pensato o appreso che è possibile praticarlo su noi stessi in ogni istante della giornata.

Il semplice con-tatto verso se stessi è già di per sé un trattamento shiatsu. Quando sentiamo dolore in qualche area del corpo istintivamente portiamo la nostra mano, rassicurante e sedante, proprio in quella zona.

Come s’intuisce dalla definizione, le dita sono uno degli strumenti principali utilizzati. Ma come usarle direttamente su di noi? E quali effetti possono produrre?

Cominciamo dalle mani.

L‘auto-trattamento di queste non richiede nulla di speciale, può essere eseguito mentre si è seduti in tram, oppure davanti alla tv; un’azione apparentemente banale, ma di grande efficacia.

È importante sapere che lungo le dita delle mani terminano i canali energetici nei quali, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, scorre la nostra energia vitale.

A ogni dito corrisponde il collegamento a organi e visceri. Esercitare pressioni e sfioramenti lungo le dita e i palmi delle mani, determina un importante effetto di drenaggio che si ripercuote sugli interi arti superiori producendo un senso di benessere generalizzato. È come lasciar fluire liberamente l’acqua (energia vitale) in un torrente bloccato dai detriti (blocchi, tensioni).

Per prima cosa mettetevi seduti comodi su una sedia o su uno sgabello mantenendo la schiena eretta.

Chiudete gli occhi ed effettuate qualche respirazione profonda, rilassate le spalle, il collo e la testa. E’ il primo momento di contatto verso l’interno di voi.

Riaprite gli occhi e iniziate a strofinare le mani energeticamente una sull’altra, quindi si parte.

Dita:

Per tutte le dita di una mano, a partire dal pollice, e utilizzando pollice e nocca dell’indice dell’altra mano, trattate ogni singola falange con avvitamenti e stiramenti verso l’esterno come se le voleste allungare.

Al termine, mobilizzate l’articolazione flettendo una ad una le dita verso il palmo.

Palmo:

Appoggiate una mano sulla coscia con il palmo rivolto verso l’alto. Con il pollice della mano opposta eseguite delle pressioni a partire dall’attaccatura del polso fino agli spazi tra le dita.

Polso :

Flettete il polso tenendo, con il palmo rivolto verso l’alto, la mano che tratta alla base delle dita per aprire bene l’articolazione, poi muovetelo nelle due direzioni, verso l’interno e verso l’esterno.

L’intera sequenza richiede non più di 10 minuti.

Non si tratta di ginnastica, che può risuonare come una ferrea disciplina, ma di 10 minuti di puro benessere, un regalo amorevole verso di voi.

Patrizia Favarato

Operatore Shiatsu Professionista iscritta nel Registro Insegnanti e Operatori Shiatsu della Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e Operatori

Scuola di formazione I.R.T.E. – Milano

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Respirare bene per vivere meglio

E’ possibile imparare a respirare?

Per nostra natura tutto il nostro comportamento è appreso e anche se la respirazione è un atto riflesso, è possibile tuttavia diventare consapevoli della funzione. Il nostro cervello, messo nella condizione di ascoltare la fisiologia, può imparare attraverso l’esplorazione guidata di come avviene. Basta sedersi cercando di allungare la colonna, lasciare andare la tensione nei muscoli della schiena e delle spalle, e respirare. Possiamo cominciare con l’osservazione di come respiriamo: l’aria entra dal naso, esce dalla bocca, oppure uso la bocca in entrambe le fasi?

Appoggiate la mano destra sull’ombelico. Inspirando portate l’aria nella pancia in modo da respingere la mano, e lasciate che rientri mentre espirate.

Inspirando la colonna si allunga e lo spazio interno aumenta mentre espirando lo spazio si svuota. Pochi minuti per sentire che lo scheletro inizia a essere più presente con la sua funzione di sostegno e i muscoli più rilassati. Sentite cosa succede al bacino durante le due fasi: rimane fermo o tende a seguire i movimenti dell’addome?

Per respirare bene devo usare il “core”

Il termine core indica i muscoli del centro ovvero del tronco, della colonna e del bacino, dove originano e si inseriscono i muscoli più potenti del corpo. Diverse pratiche motorie prevedono un lavoro di stabilizzazione e controllo di questa muscolatura piuttosto che un lavoro funzionale e di sensibilità. L’idea che il centro debba mantenersi solido attraverso un’azione di tenuta dei muscoli, specie della parete addominale rientra in vecchi schemi di intendere l’attività fisica. L’osservazione e l’esperienza personale e nell’insegnamento, mi portano a dire che limitare i movimenti del bacino e della colonna, ha una conseguenza sui muscoli respiratori, che possono muoversi solo parzialmente con effetto sulla tensione della colonna e dolore ai muscoli del collo. Bloccare i muscoli addominali, muscoli espiratori per eccellenza, in una costante contrazione per tenere il core, non solo non permette di completare il processo di ricambio, ma provoca una riduzione dei movimenti potenti del centro che invece dovrebbe essere il motore di tutto il corpo. Un numero esagerato di esercizi addominali diventa addirittura negativo.

Al contrario il movimento del respiro, grazie all’azione del diaframma permette agli organi viscerali di essere massaggiati costantemente, generando i movimenti della peristalsi. L’onda del respiro raggiunge i muscoli del pavimento pelvico che, a sua volta sollecitato dalla pressione e rilascio, si mantiene elastico e in salute.

Respirare in ufficio, pochi minuti ogni ora

Sedetevi sul bordo anteriore della sedia, sistemate i piedi in modo che siano sotto le ginocchia. Mettete una mano sull’ombelico e una sul petto. Inalate una piccola quantità d’aria riempiendo la pancia e, trattenendo il respiro, spostatela nel petto e poi di nuovo nella pancia. Come se un palloncino gonfio fosse spostato dalla pancia al petto, un po’ di volte. Poi riposate e respirate.

Ripetete l’altalena stando in apnea: cosa succede alla colonna? Segue i movimenti del respiro? Notate come lo sterno si muove in avanti e verso l’alto. In questo modo avete percepito il funzionamento del muscolo diaframma, pilastro centrale della respirazione.

Mettete ora le mani ai lati del torace, all’altezza delle coste fluttuanti e osservate quello che avviene: sentite che inspirando le coste inferiori si espandono, mentre rientrano durante l’espirazione. Inspirate e trattenete il respiro per un po’, poi iniziate lentamente a espiare. Fate seguire una pausa prima di riprendere a inspirare riempiendo la cavità toracica e addominale: ripetete per qualche volta notando che la sospensione tra le diverse fasi diventa più comoda.

Un aiuto per una migliore comprensione della dinamica respiratoria ci arriva dal Metodo Feldenkrais e dalla sua capacità di raggiungere la consapevolezza grazie all’osservazione e all’utilizzo di movimenti facili e dolci.

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La bellezza è uno stato mentale

Da appassionata del beauty, incallita “compratrice” e compulsiva consumatrice, potrei effettivamente avere una visione distorta della cosa, mea culpa. Per questo, quando sento parlare di superficialità, piccolezza, pochezza rispetto al beauty, mi domando come mai proprio quelle persone che lo stanno dicendo non si accorgano della loro di pochezza, pochezza di sensibilità per capire (che in fondo non ci vuole poi molto) che forse la ricerca di qualcosa che faccia sentire belle, che ci faccia stare bene, non è poi da considerare cosa banale. Questo settore visto dai più come mercato, luogo in cui si incontra la domanda con l’offerta, nonchè l’offerta con l’offerta per stipulare nuove collaborazioni, e inoltre la domanda con la domanda per scoprire nuove tendenze e fare acquisti ponderati… quest’orgia di fattori economici si traduce per me in piacere, piacersi, stare bene, fare pace con sé stessi. Mi spiego. Ognuno di noi ha una storia (uhh rivelazione dell’anno!) e questa storia segna, forma, fa nascere alcune cose o le fa cessare di esistere. La storia che voglio raccontarvi oggi è quella di tutte le ragazze che grazie al trucco hanno ritrovato la sicurezza di stare in mezzo agli altri momentaneamente persa! Con “quella faccia”, “quel difetto”, “quella cicatrice” ( e potrei continuare) non si poteva, tutti l’avrebbero notata e non era certo un bel vedere! Il make up in questi casi aiuta a capire che basta poco per accettarsi con i propri difetti, che molti di questi si possono nascondere o addirittura giocarci su per farli diventare invisibili, che molto spesso abbiamo ingigantito un problema e che il più delle volte (quasi sempre) la gente che ci parla (o non parla) lo fa per motivi inerenti al carattere, alla personalitá e, udite udite, non ci guarda in faccia, proprio lì, dove pensiamo ci stesse guardando, ma dritto negli occhi e soprattutto non presta attenzione ai nostri segni ma alle nostre parole! Ecco per me questo è il beauty, la bellezza che mi piace… quelle piccole, minuscole (e costose!!) scatolette che ci fanno stare bene, che ci fanno piacere, che ci fanno dimenticare di aver vissuto qualcosa che ha lasciato brutti “segni” su di noi! Mi rivolgo a tutte quelle persone che un pò per pregiudizio, un pò per presunzione, un pò per mancata sensibilitá guardano al make up (o meglio alle sue seguaci) come persone che badano al superfluo, ad un futile aspetto della vita a cui non si può prestar poi troppa attenzione, a gente senza spessore che pensa al materiale e non all’essenza! Per me la bellezza (e i suoi prodotti) é questo…stare bene, sentirsi a proprio agio, cambiare quando si vuole, acquisire sicurezza e ok lo dico, lo dico…sicuramente è anche sfizio e vanitá… ancora? Ok quei packaging di design e colorati fanno la loro bella parte! Per finire, è vero, agli occhi degli altri noi con quei prodotti curiamo la nostra superficie (mentre invece ci “curiamo” attraverso essa) ma di una cosa sono certa, per la bellezza interiore, quella, non ci sono “trucchi”, se c’ è si vede, qualunque faccia, cicatrice, segno noi abbiamo!

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50 anni… e non sentirli

Lontanissimi a 20 anni, ma anche a 30 e 40, i 50 anni arrivano con tutta la loro carica di emozioni, filtrate dall’esperienza di un vissuto che porta con sé una grande ricchezza: la consapevolezza dei risultati raggiunti e l’affacciarsi di una ritrovata identità che per molte diventa una straordinaria occasione di libertà, una specie di nuovo inizio, con la possibilità di reinventarsi con altri interessi, attività, passioni.

Ironia e orgoglio generazionale, le caratteristiche di questa nuova tostissima generazione delle boomers, le 50enni di oggi: superfemminili, assertive, curiose, desiderose di nuove esperienze, protagoniste di modelli sociali inediti e di nuovi stili di vita. Queste donne appartengono, infatti, a una generazione protagonista di grandi rivoluzioni nelle relazioni familiari, sociali, lavorative, durante i loro 20 e 30 anni. E ora sono pronte a reinventarsi i 50.

Parola d’ordine è la discontinuità, che non bisogna temere, ma amare e vivere come un’opportunità, cavalcandola e diventandone le assolute protagoniste. Per molte cambia il ruolo all’interno della famiglia e nel proprio ambiente sociale, nel lavoro. Bisogna quindi imparare a guardarsi con occhi nuovi.
Oggi i 40 anni sono vissuti dalle donne come fossero 30, quindi i 50 sono 40, a dimostrazione che gli anni di una donna non sono quelli attestati dall’anagrafe, ma dalla sua percezione di sé!

Le 50enni del Terzo Millennio

margheritaLe 50enni del Terzo Millennio sono la sintesi dell’equilibrio tra bellezza, salute e benessere raggiunto grazie a una maggior consapevolezza del proprio valore.

Da un’interessante ricerca promossa da Lancaster nell’ambito dell’Osservatorio Differently, che ha preso in esame un campione di 700 donne italiane intervistate da GfK Eurisko emerge che la maggior parte di loro rivela di non aver paura di invecchiare e di vedere i 50 anni come una tappa, non come un traguardo, anche grazie all’aumento della vita media ma anche e soprattutto ai cambiamenti socioculturali (il 66% di loro non nasconde poi il fatto di sentirsi più giovane rispetto alle coetanee delle generazioni che le hanno precedute). Sono tutte molto o abbastanza attente alla salute e alla prevenzione sanitaria (65%), curano la propria alimentazione, ma anche il proprio corpo (43%). Seguono poi uno stile di vita adeguato, praticano molto movimento.

isabella ferrariA differenza delle più giovani, le 50enni non sono per nulla ossessionate dalla bilancia, anzi. Solo il 18% di loro dichiara di essere in cura da un dietologo. Trionfa, dunque, una bellezza più vera, tutta femminile, sana e naturale, basata sul raggiungimento di un giusto compromesso tra aspetto esteriore e personalità, divenuta più interessante con il passare degli anni, con maggior temperamento e charme.

Solo il 2% delle cinquantenni inoltre dichiara di essersi sottoposta ad interventi chirurgici estetici preferendo prevenire, grazie a trattamenti e prodotti cosmetici (64%), le piccole imperfezioni con risultati più naturali e meno invasivi.

Curare la propria alimentazione

PomodoroIl primo obiettivo da prefissarsi è quello di dare uno stop alla bilancia per raggiungere un livello di equilibrio, in modo da evitare di prendere peso e poi di dovere sottoporsi a drastiche e faticose diete che avrebbero un impatto sul metabolismo, che in questo momento non va stressato perché sta già vivendo una fase delicata.

Per riuscirci occorre prevedere una leggera riduzione calorica giornaliera (il minimo necessario individualmente per contenere l’aumento di peso) e aumentare progressivamente l’attività fisica. È bene seguire la politica dei piccoli passi, ossia delle mini riduzioni, ma tutti i giorni.

soiaPer alcune sarà sufficiente diminuire di 20 grammi le quantità giornaliere di pane e di pasta, di 2 cucchiaini d’olio e di 2 cucchiaini di zucchero per ridurre l’introito calorico quotidiano di ben 250 calorie (equivalente a un dimagramento di almeno un chilo al mese). Per altre basterà evitare il dolcetto dopo cena o ridurre il consumo di bevande gassate o del vino a cena.
Una volta consolidata questa nuova condizione di stabilità, si potrà pensare a ulteriori restrizioni caloriche, se necessarie.

semi di linoTra i cibi da non farsi mancare c’è sicuramente il pesce, specie quello azzurro, il tonno e il salmone, ricchi di vitamina D che aiuta a prevenire l’osteoporosi in agguato in questa fase della vita. Hanno inoltre un ottimo contenuto di omega 3 che evita l’accumulo dei grassi più pericolosi (trigliceridi e colesterolo) sulle pareti arteriose.

Altro alimento prezioso, il pomodoro, ricco di licopene che aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari e contrasta radicali liberi e invecchiamento. Crudo, in succo (naturalmente biologico), e meglio ancora se in salsa, come condimento considerato che la cottura a elevate temperature migliora la biodisponibilità del licopene, ottimizzandone l’assorbimento.
E poi carota, peperone, zucca, sono ricchi di vitamina A che rivitalizza il metabolismo cellulare, stimola la circolazione e protegge l’integrità delle ossa.

La dieta deve essere alleggerita da proteine animali e latticini, e arricchita da tre alimenti essenziali:

  • fitoestrogeni – estrogeni vegetali contenuti nella soia, reperibili anche in compresse fitoterapeutiche e preparati a base di trifoglio rosso, soia, luppolo
  • isoflavoni, di cui sono ricchi i legumi – vedi lenticchie, ceci, fagioli e, ovviamente, la soia
  • lignani, presenti in semi di lino e di girasole, oli vegetali, cereali integrali, noci, mele, pere, e nelle verdure tipo carote, finocchi, aglio, cipolla, sedano

Indispensabile poi trattenere il calcio nelle ossa. Può rivelarsi utile per questo un’integrazione di boro, che si può assumere in compresse.

Gli integratori naturali

cimicifuga racemosaI cambiamenti legati al passare degli anni portano purtroppo inevitabilmente qualche seccatura, come possibili sbalzi d’umore, vampate, insonnia, alcuni chili di troppo. Niente però che non sia risolvibile, dedicando a sé qualche attenzione supplementare. Prima di tutto: più attività fisica, meno calorie e integratori naturali.

Tra i rimedi più utili:

  • la cimifuga racemosa efficace per contrastare vampate, malumori, emicrania, palpitazioni
  • la sepia agisce contro irritabilità, apatia, depressione, sudorazioni, stanchezza
  • il lachesis indicato contro vampate, ansia, insonnia
  • l’ignatia adatta contro irritabilità e depressione
  • la sanguinaria, ottima per le botte di calore.

Il modo più efficace per ritrovare una buona linea è sempre e comunque quello di condurre una vita attiva. L’esercizio fisico unito a una sana alimentazione è indispensabile per mantenere una muscolatura tonica e ossa più forti e protette dall’osteoporosi.
A ognuna la scelta di quale sia l’attività a sé più congeniale!

Curare il proprio corpo

Parole d’ordine per curare il proprio corpo sono nutrire e tonificare. La pelle richiede sempre cure e attenzioni, ma è arrivato il momento di una dose extra di nutrimento.
Via libera quindi alle formule più ricche di principi attivi e a elevate performance, ai massaggi, ai trattamenti estetici e alla cura di mani e piedi.

Non bisogna mai far mancare alla pelle la giusta dose di nutrimento e idratazione.

bere acquaDai 40 anni in poi iniziamo a toccare con mano che la nostra pelle invecchia, anche se, in realtà, questo processo è iniziato da tempo.
Il primo segnale evidente è la disidratazione. Andando avanti con gli anni, il numero di ceramidi (sostanze cementanti che tengono unite le cellule dell’epidermide) diminuisce e ciò comporta la creazione, a livello cellulare, di piccole crepe che lasciano fuoriuscire i liquidi della cute che diventa fragile, più soggetta alle desquamazioni, alle rughe e alle screpolature. Appare più ruvida e secca al tatto.

Il tempo modifica la cute anche a livello più profondo, nel derma, dove si assiste a una graduale degenerazione. La cute, con il tempo tende a perdere connettivo, fibre elastiche, collagene con un vero e proprio scivolamento di tutte le strutture verso il basso. Le conseguenze visibili di questi processi sono le rughe, l’avvizzimento, l’afflosciamento e la perdita di tono.

Dobbiamo quindi contrastarne gli effetti e aiutare la nostra pelle a mantenersi giovane, idratata, tonica ed elastica.
Per fare questo bisogna intervenire su due fronti. Sicuramente è possibile e utile ricorrere a terapie strumentali eseguite con attrezzature ad alta tecnologia o con sostanze chimiche o iniettive, ma oltre a questo occorre sapere come agire nella propria quotidianità, utilizzando prodotti specifici, dalle creme agli integratori.

Le regole sono semplici: bere almeno 2 litri di acqua ogni giorno, consumare almeno una volta alla settimana sardine, sgombri e merluzzo, ricchi di acidi grassi che rallentano l’invecchiamento cellulare, ridurre formaggi grassi, carni rosse, caffè e alcolici che affaticano la digestione influendo negativamente sul colorito e la luminosità della pelle, praticare un’attività fisica aerobica almeno tre volte alla settimana (camminate a passo svelto, yoga, ginnastica a corpo libero, nuoto o bici) e, tassativamente, smettere di fumare.

idratare la pelleE per le creme? Oltre alla sensorialità, che è importantissima (devo sentirmi bene nella mia crema), è importante informarsi dei benefici, valutati attraverso test clinici validati, derivanti dalla composizione dei vari principi attivi.

ATTENZIONE: l’invecchiamento cutaneo può essere dovuto anche a fattori ambientali e allo stile di vita.
In questo caso è necessario quindi fare i conti, per esempio con il photo-aging (o foto-invecchiamento): l’esposizione prolungata ai raggi solari conduce a una degenerazione accelerata e alla comparsa di sgradevoli dilatazioni di capillari o addirittura alla formazione di pericolosi tumori della pelle. L’inquinamento atmosferico può aggredire la pelle, diminuendone l’ossigenazione così come anche il fumo di sigaretta, che la irrita e la soffoca.

Alcuni possibili interventi per la correzione dei cedimenti cutanei più diffusi

Blefaroplastica

La blefaroplastica è una procedura che interviene sulla regione degli occhi, sulla palpebra superiore, inferiore o entrambe, con l’obiettivo di ringiovanire e alleggerire lo sguardo, rendendolo più fresco e disteso. Può essere praticata nella parte superiore per eliminare la pelle in eccesso e il grasso che si deposita negli anni, oppure nella parte inferiore per eliminare borse e piccole rughe.

Laser CO2 abbinato alla Radiofrequenza

Rappresenta un’ottima soluzione per garantire nuovo tono, turgore ed elasticità alla pelle ed eliminare macchie di diversa natura anche integrato a cicli di vitamine bio-rivitalizzanti.

Radiesse

E’ la migliore alternativa per definire il contorno inferiore del viso e contrastarne i cedimenti. Si tratta di un filler di ultima generazione che iniettato sottocute restituisce vigore, pienezza ed elasticità ai tessuti.

Acido ialuronico

Per intervenire sulle rughe più o meno profonde del volto, senza doversi sottoporre ad un tradizionale lifting invasivo e con risultati in armonia ed equilibrio con il proprio viso.

Mastopessi (o lifting del seno)

Per correggere la naturale caduta del seno, questo intervento restituisce tonicità e forma al decolleté con pochi giorni di recupero.

Lifting braccia e cosce

Per restituire tonicità e riposizionare i tessuti cadenti è possibile ricorrere al lifting su braccia e cosce, eventualmente abbinato alla liposuzione, se necessaria.

Il lifting “dolce” Macs Lift

Per chi volesse optare per qualcosa di più definitivo ed intervenire sull’aspetto generale del viso è possibile ricorrere a nuove tecniche di lifting “dolce” Macs Lift (Minimal Access Cranial Suspension lifting), una modalità di intervento di ringiovanimento del viso creata da due medici belgi, che si caratterizza per l’approccio più soft (cicatrice corta) rispetto ai lifting tradizionali.

E il make up?

Un make up corretto e adatto alle esigenze può essere super utile per nascondere le imperfezioni o valorizzarle grazie a effetti luce e ad appositi trucchi.
Una cosa però è sicura, si deve rinunciare al make up troppo vistoso preferendo un effetto naturale, privilegiando i colori tenui. Effetto ‘c’è ma non si vede’!
Il make up è sicuramente un ottimo alleato per le donne, ma il punto di partenza per mantenere la pelle giovane è innanzitutto aver cura di essa, ricordando di detergerla quotidianamente e di applicare delle creme idratanti o adeguate all’età.

rinforzare le unghiePer quanto riguarda il make up, il primo passo fondamentale è l’applicazione del primer (o perfezionatore) per il viso e per gli occhi, un tempo utilizzato solo dai make up artist. La sua principale funzione è di lasciare intatto il trucco più a lungo, coprire eventuali imperfezioni ed eliminare il lucido.
Si possono trovare anche dei primer anti età che possono sostituire efficacemente la crema giorno, essendo ricchi di principi attivi. Il primer può essere incolore o colorato.

Vediamo un esempio di make up da giorno. Dopo aver applicato il primer, passiamo alla stesura del fondotinta. È consigliabile sceglierne un anti età, possibilmente fluido, quindi facile da stendere, in modo da ottenere un effetto più naturale. La scelta del colore è fondamentale: deve essere più vicino possibile al proprio colore naturale.
Occorre poi fissare il make up con un velo di cipria in polvere incolore (ottima la polvere di riso) e donare un tocco di colore agli zigomi applicando un velo leggero di fard, appena accennato.
Per gli occhi occorre scegliere delle tonalità leggere e non troppo brillanti in modo da esaltarne il colore ed evitare di appesantire la palpebra.
Applicare poi una linea sottile di eyeliner o matita e, come tocco finale, ed esagerare con il mascara, privilegiando l’allungamento al volume.
Anche per le labbra sarà meglio orientare la scelta verso colori tenui e rosati.

Per il make up da sera, oltre al primer si potrà usare un fondotinta leggermente più coprente, prestando sempre ben attenzione ad uniformarlo all’incarnato, sul viso e sul collo, per non creare sgraditi stacchi.
Sugli occhi invece sarà possibile osare con qualche colore perlato. Sono ottime la matita o la polvere argento per illuminare lo sguardo. Non bisogna dimenticare l’eyeliner, tracciando una linea sempre molto sottile per non appesantire gli occhi, un bel mascara e perché no…osare con delle ciglia finte.
Se le sopracciglia dovessero essere rade, si possono correggere e perfezionare con una matita.
Anche per il rossetto, la sera sono ammesse tutte le trasgressioni, purché in armonia con i propri colori.

E per finire…qualche consiglio riguardo al look

Partiamo dal presupposto che le donne a 50anni possono indossare ciò che vogliono, a patto che osservino alcuni semplici accorgimenti.

jmonteiroLa regola numero uno è la misura: ogni eccesso va evitato! Al bando quindi il troppo lungo, il troppo corto, il troppo stretto ma anche il troppo largo, il colore esagerato ma anche il nero total look, anche se è un sicuro alleato perché snellisce.
Scegliere il colore che dona e ravvivare il proprio look. Non dimenticare che gli indumenti nei colori delicati o naturali devono essere valorizzati da un giusto abbinamento di gioielli e da una particolare cura del taglio di capelli e del maquillage.

Considerare con attenzione i propri punti di forza per enfatizzarli, e i propri punti deboli per dissimularli.

Il taglio a impero ad esempio, concentra l’attenzione sul seno e aiuta a camuffare la pancetta. Qualche rotolino di troppo può scomparire magicamente se la scelta cade su un modello che cada morbido sul ventre e i fianchi e non li metta in evidenza.
Un corpo magro e non troppo formoso consente di giocare con le fantasie per accentuare le forme. Fianchi larghi, ma vitino da vespa? Gonna a ruota anni cinquanta.

Un altro imperativo è di non mostrare più centimetri di pelle del necessario. Le gonne corte sono ammesse, ma con un occhio obiettivo alle proprie gambe e possibilmente con l’uso dei collant.
Ok anche per i vestiti a fiori, a patto però che siano grandi e in stile etnico e non piccoli e diradati come nei vestiti cosiddetti ‘da the’.

Cercare sempre di non trascurare il dettaglio dando luce al look con perle e pietre preziose e non.
Vincente sempre l’accostamento materiale prezioso materiale-povero.

In ogni caso, il segreto di un sicuro successo è quello trovare il giusto mix fra classico e moderno e avere rispetto sempre e comunque della propria natura e del proprio personalissimo stile.

Mi piace terminare riportando integralmente il testo scritto a margine di un vecchio libro (del 1982) di quel genio di Diego dalla Palma che mi è capitato tra le mani qualche giorno fa e che mi è sembrato un messaggio positivo che mi ha fatto piacere leggere e che mi fa piacere riportare: “Il sentirsi affascinanti, importanti, sicuri di sé, vuol dire essere belli ed interessanti: non è una questione di parole ma di fatti, una questione di autosuggestione. Ci sono brutti che piacciono all’inverosimile, belli che non piacciono affatto! Ci si sente belli quando si è sereni, magari innamorati, se si lavora con costanza e impegno, sani nel fisico e nella mente; ci si sente belli quando la propria vita è vissuta intensamente, con coraggio, con grinta, con inventiva e con delle frustate: sì, è proprio così, la bellezza, quella vera, quella che viene da dentro, umana e prepotente, è quella che spesso viene dalla sofferenza. Le prove sono tante: la storia insegna, l’attualità conferma”.
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Come combattere la stanchezza primaverile

Dopo aver capito che cos’è la stanchezza primaverile, in cosa consiste e quali sono i suoi sintomi, vediamo adesso come combatterla. Adottando infatti qualche piccolo accorgimento, la spossatezza e i malesseri dovuti al cambio di stagione si alleggeriranno e il corpo potrà adattarsi meglio e più velocemente ai nuovi rirmi biologici dettati dalla bella stagione.
Ecco allora cinque semplici consigli di cui fare tesoro.
1) Per prima cosa, assecondate i ritmi del vostro corpo.
In particolare, se avete sonno, riposatevi e dormite. La sensazione di sonno infatti è un messaggio che il nostro corpo ci invia per farci capire che ha bisogno di staccare le batterie e ricaricarsi.
2) Approfittate delle belle giornate per trascorrere del tempo all’aria aperta.
Con l’arrivo della bella stagione infatti la voglia di stare all’aperto e a contatto con la natura aumenta ed esporsi alla luce del sole fa molto bene al nostro organismo: il corpo si abituerà più in fretta e più velocemente ai nuovi ritmi biologici primaverili.
3) Con l’arrivo della bella stagione torna la voglia di muoversi e di rimettersi in forma, anche in vista dell’estate.
Questa voglia va assolutamente assecondata, anche se a volte preferireste poltrire sul divano perchè vi sentite stanchi. Anche semplicemente una bella camminata a passo sostenuto all’aria aperta permette infatti di stimolare le endorfine e donare un’energia positiva al nostro organismo e alla nostra psiche.
4) Fate il pieno di vitamine!
Il corpo ha bisogno di energia per affrontare il cambio di stagione e queste energie derivano da una corretta alimentazione, ricca di vitamine e proteine. La cosa migliore sarebbere fornire al nostro organismo le vitamine di cui ha bisogno attraverso un’alimentazione sana, naturale ed equilibrata tuttavia, su conglio del medico, è possibile assumere anche specifici integratori.
5) Bevete tanta acqua. Il nostro fisico ha bisogno di essere costantemente idratato per funzionare al meglio; inoltre un buon livello di idratazione permette di eliminare le tossine e di far fronte positivamente ai primi caldi e agli sbalzi di temperatura.

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Respiro: l’importanza della respirazione

Fin da piccolo ho praticato attività sportiva, oggi si dice attività motoria; prediligo la prima perché in me riecheggia più l’emozione del piacere e del divertimento rispetto al dover imparare e al saper fare. Fin da bambino correvo e per correre respiravo. Lo sapevo anche da piccino che se non avessi respirato non solo non avrei potuto correre, ma mi sarei precluso tante altre cose. Denis Lewis, grande esperto di taoismo e di altre filosofie orientali, nel suo libro “The Tao of Natural Breathing”, riporta questo pensiero taoista: “Respirare profondamente significa vivere profondamente, per manifestare tutta la forza del nostro innato potenziale ed essere vitali in ogni cosa che percepiamo, sentiamo, facciamo”. La consapevolezza del respiro ci riporta nel qui e ora, attenua emozioni dirompenti, ci apre al cambiamento, apre la porta al bello, ci permette di restare in contatto con noi stessi. Stare in apnea per un apneista è il massimo del piacere, del rilassamento e divertimento poiché è collegato a immagini e pensieri che lo fanno star bene. A volte mi sembra di vedere tanti apneisti infelici. Che non lo siano davvero? Quanti di noi stanno in apnea durante il giorno? Stare in apnea fuori dall’acqua significa precludersi la possibilità di ascoltare il proprio corpo, significa fare un bel nodo ad una arteria e dire al sangue: fermati per un attimo. Esatto: quando stiamo in apnea anziché continuare a muoverci, potremmo fermarci. Mettersi in ascolto di sé, di quel che accade dentro di sé, è uno dei più grandi doni che l’essere umano possa fare a se stesso e per far crescere la compassione nel mondo. Prana significa respiro, forza vitale, da pranayama. Un apneista impara ad essere forte ascoltando il proprio respiro. Ci sono tanti modi per dare un bacio al proprio respiro. Il più costruttivo è predisporsi in silenzio, da seduti, inspirando aria col naso ed espirando lentamente aria con la bocca…è gratis!

Cosa accade a livello fisiologico quando respiriamo? Quali sono i vantaggi di un respiro ampio, lungo, profondo, diaframmatico, consapevole?

  • Il respiro riduce il cortisolo ed il lattato indicatori di un corpo sotto stress.
  • Il sistema immunitario ed il sistema endocrino migliorano sensibilmente.
  • Il respiro induce un aumento degli enzimi antiossidativi proteggendo le cellule dai radicali liberi che causano invecchiamento.
  • Il respiro influenza la produzione di endorfine, generando una diminuzione del dolore e un incremento del benessere.
  • La pressione sanguigna diminuisce notevolmente quando il respiro, da veloce e superficiale, diventa lento e diaframmatico.
  • Si osserva un miglioramento della circolazione vascolare
  • Migliora l’atteggiamento muscolare e posturale: imparando a sentire il corpo attraverso il respiro siamo pronti a lasciar andare eventuali eccessive tensioni muscolari.
  • Emozioni libere: il respiro è ponte di integrazione e trasformazione per tutte quelle emozioni che finalmente possono uscire…

Ora si tratta di scegliere! Come dentro, così fuori, dai un bacio al tuo respiro. Angelo Cattaneo, Joy Trainer

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Motivazione, un ingrediente fondamentale!

In uno degli ultimi articoli vi abbiamo parlato di “obiettivi e traguardi” ma, legati a questi due aspetti, un altro fattore che riveste un ruolo importante è la motivazione! Essa è necessaria per portare a termine quel che ci siamo prefissati di realizzare e ci serve per trovare la forza di andare avanti, anche quando tutti si tirano indietro. La motivazione ci sprona, ci fa agire, pensare e comportare in un certo modo e ci fornisce gli strumenti idonei per tagliare il nostro personale traguardo. E’ sempre la motivazione che ci fa stravolgere i ritmi, le abitudini, le griglie quotidiane a cui fanno riferimento le nostre vite per incoraggiarci a percorrere una nuova e sconosciuta strada verso il cambiamento. Le situazioni della nostra vita in cui la motivazione è importante per cambiare rotta sono tantissime e sono davvero all’ordine del giorno: un dimagrimento tanto desiderato che diventa però sempre più arduo, il coraggio di cambiare lavoro e di avventurarsi in un nuovo settore, la forza di volontà necessaria per decidere di smettere di fumare, la costanza di andare in palestra e praticare attività fisica per il nostro benessere, sono solo alcune delle tante situazioni che tutti noi abbiamo provato sulla nostra pelle e in cui una buona dose di costante motivazione è necessaria per raggiungere quel fantomatico obiettivo che a tratti ci sembra davvero utopico.

Motivazione: una delle cause degli insuccessi

La poca motivazione è  una delle cause che più determinano gli insuccessi e gli abbandoni; ma la situazione non è sempre così lineare: ci sono volte in cui non capiamo realmente quali siano i nostri bisogni e altre in cui, anche se desideriamo tantissimo raggiungere un obiettivo (dimagrire, liberarci dal fumo, indossare quel vestito che al momento ci sta malissimo), non riusciamo a trovare da nessuna parte la motivazione necessaria e la forza per ottenerlo. Per questo motivo il supporto di una figura che ci motivi e che ci segua costantemente è fondamentale! Se la motivazione è la condizione necessaria per il raggiungimento dei nostri traguardi personali, allora il motivatore è colui che possiede la giusta chiave per aprire le porte delle nostre resistenze e accompagnarci per mano fino alla meta.

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Obiettivi e traguardi: quando ci si perde in un bicchiere d’acqua!

Non è sempre facile raggiungere gli obiettivi che ci si prefigge, anzi, tutt’altro! A volte anche il più semplice dei traguardi ci sembra complesso e, come si suol dire, ci si perde in un bicchier d’acqua; la meta che ci siamo prefissati di raggiungere ci sembra sempre più distante e difficile e più ci pensiamo, più si trasforma in una montagna così alta e insormontabile che scalarla rasenta l’impossibile. Eppure la nostra vita è costellata di intenti e scopi da raggiungere, più o meno difficili e realistici: quante volte ci capita, soprattutto di fronte agli obiettivi che più contano per noi, di sentirci spaesati e perduti, sconfitti ancor prima di iniziare il percorso, così tristemente sfiduciati tanto da decidere, con rabbia e frustrazione, di demordere e lasciar perdere, senza aver compiuto nemmeno singolo passo? Una situazione del genere non ci fa sentire bene eppure reagire è difficile: siamo succubi del fallimento e troppo impauriti per tentare o ritentare l’impresa: che fare allora? Abbandonare la meta tanto agognata e accettarci così, perduti e delusi, frustrati da un fallimento già segnato? No!

La forza dell’inconscio

Dietro ad ogni nostra paura, dietro ai blocchi che ci impediscono di andare avanti, dietro a quella consapevolezza che abbiamo di non riuscire a farcela, si celano dei meccanismi inconsci. Per superare la frustrazione e incamminarci sulla strada verso il raggiungimento del nostro obiettivo è necessario sbloccare questi meccanismi nascosti nel nostro cervello. In questo senso il ruolo dell’emotional trainer e dello staff psicologico di supporto, volto a sbloccare i nodi irrisolti dell’ inconscio per affrontare con determinazione il percorso in direzione del raggiungimento dei nostri obiettivi, è fondamentale. Esiste però un’altra componente che è imprescindibile per il perseguimento del traguardo personale ed è l’importanza di essere motivati: ecco allora che il nostro emozional trainer, dopo aver sbloccato i meccanismi del cervello che non ci permettevano nemmeno di approcciarci ad un dato obiettivo, veste ora il ruolo di motivatore, per accompagnarci e spronarci al raggiungimento del traguardo.

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Come vivi il tuo corpo?

Il mio corpo è sorgente di piacere?
Penso che il mio corpo possa rivelarmi qualcosa di me?
Penso che, ascoltandolo, possa vivere meglio e fare scelte diverse?
Che segnali mi invia per farmi capire quando sto male o quando sto bene?
Come agisco in virtù di questi di segnali? Li ascolto, faccio finta di nulla, me la prendo con me stesso o con chi mi circonda?
Agisco o procrastino quando entro in contatto con le sensazioni profonde del mio corpo?
Quante volte “razionalizzo” il mio corpo pensando che cosa dovrebbe fare e come dovrebbe muoversi?

Hai pensato di dargli voce, prendendolo sul serio, come parte di te?
Cosa potrebbe accadere di diverso nella tua vita se facessi tutto cio’?
Che cosa fa il tuo corpo quando è “governato” da uno stato d’animo di rabbia-apatia- paura?
Che cosa fa il tuo corpo quando è “governato” da uno stato d’animo di pace-sicurezza-equilibrio?
Sei consapevole che nel tuo corpo vi è racchiusa tutta la tua storia? Chi sei, i ricordi, come vedii te stesso, cosa pensi di te?
In questo momento vivi di più il timore di ascoltare il tuo corpo o la curiosità e la voglia di conoscere cosa ha da rivelarti…?
Hai già toccato col tuo corpo la tua finitudine creaturale? Che sei creatura e non creatore?
Hai ricordi che potresti descrivere in merito al tuo vissuto corporeo di gioia?
Come pensi poter portare gioia al tuo corpo?
Hai piacere a farti coccolare-toccare?
Sei una persona che usa prettamente il canale cognitivo o quello corporeo per esprimere all’altro chi sei, la tua affettività?
Di che cosa hai bisogno?
Che cosa vorresti cambiasse nella tua vita? E quando?
Che cosa immagini di grandioso e meraviglioso tu possa far accadere nella tua vita?
Qual è il primo passo che faresti per ottenere quanto descritto sopra?

Il corpo mi dice ogni giorno chi sono e quali sono i miei bisogni più profondi.
Ti accorgi, quando hai sete, che è il tuo corpo a farti capire che hai sete?
Se allargassi il campo visivo interiore, potresti fare enormi scoperte.

Personalmente ho deciso di studiare e proporre il Massaggio Thailandese Tradizionale,
per offrire a ciascuno la possibilità di mettersi in ascolto del proprio corpo attraverso un semplice e profondo contatto.
Gli effetti del Massaggio Tradizionale Thailandese sono diversi per ciascuno, poiché ogni corpo è custode di un vissuto unico. In generale la principale sensazione è quella di pesantezza e immobilità del corpo alla fine del trattamento.
Il tessuto mio-fasciale e connettivale risultano essere più morbidi e viscosi.
Vi è un’attività di liberazione di energia. Il Massaggio Tradizionale Thailandese aumenta l’attività vascolare e promuove la liberazione di tossine dalle cellule.
Il corpo, che racchiude emozioni e sensazioni “incatenate” in alcuni punti, si apre a liberate. Il corpo riacquista la sua vitalità. Attraverso la digito pressione (mani, piedi, gomiti), si lascia il campo cognitivo per connettersi e mettersi in ascolto del proprio corpo.
Questa tecnica di massaggio viene praticata totalmente vestiti e senza utilizzo di nessun tipo di olio.
Stare bene senza aspettare di stare male: questa è la chiave! Il corpo ha bisogno di essere toccato. Molti atleti i molte persone si prendono cura del proprio corpo quando eso gli presenta un conto troppo alto.
Il massaggio Thailandese Tradizionale può contribuire a ridurre il tempo di recupero lasciando il corpo rilassato e la mente sveglia.
Il massaggio Thailandese è anche indicato per individui depressi,come coadiuvante alle terapie seguite, perché ha un effetto equilibrante a livello emotivo. E’ efficace inoltre per coloro che soffrono di insonnia.