fiore di calendula

Fiore di calendula: tante proprietà per tutta la famiglia

Tra i fiori e le piante del vostro giardino, non può mancare il fiore di calendula! Dalle mille proprietà, i suoi grandi e coloratissimi fiori vengono utlizzati come rimedi fitoterapici sotto forma di unguenti, infusi, decotti e tintura madre. Inoltre, è utilissima nella bella stagione, perché è una pianta anti zanzare e in cucina può essere addirittura utilizzata come colorante alimentare non tossico (talvolta è utilizzato per esaltare il colore del burro). I petali di questo fiore possono essere usati per condire pasta e risotti ma sono ottimi anche come ingrediente delle frittate. E in ultimo… la calendula ci racconta anche la storia di Afrodite.

La pianta e il fiore di calendula

La calendula è una pianta erbacea annuale, che si adatta a diversi ambienti e terreni. Originaria del Nord Africa e dell’Asia meridionale, in Italia cresce spontanea nelle zone mediteranee, nei prati incolti, ai bordi delle strade e nei luoghi erbosi, fino a 600 m di altitudine. Appartiene alla famiglia delle Asteraceae; alcune varietà sono coltivate anche nei giardini, che adorna con i suoi bei fiori simili a gerbere. Il fusto è angoloso, molto ramificato e ricoperto di peluria che arriva sino a un’altezza di 50-70 cm. Le foglie sono spesse e ricoperte da una densa peluria che le conferisce un aspetto vellutato.

I fiori sono disposti in capolini che si reclinano dopo che sono fioriti, di colore variabile dal giallo all’arancione e fioriscono dall’inizio dell’estate fino all’autunno inoltrato. I suoi fiori seguono il corso del sole, rivolgendosi da est verso ovest, mano a mano che il sole si sposta nel cielo. I fiori, inoltre, sbocciano al sorgere del sole e si chiudono al tramonto. Sono proprio i fiori a costituire la droga di interesse cosmetico e fitoterapico ricavata dalla pianta.

Esistono numerosissime varietà di calendula, sia ornamentali sia officinali, che si differenziano per le diverse dimensioni dei fiori, per il loro colore, per la taglia (varietà nane) e per la lunghezza dello stelo fiorale (varietà da fiore reciso). La più diffusa e conosciuta è la Calendula Officinalis, chiamata anche fiorrancio o calendola.

Cenni storici e leggendari

Il nome calendula deriva dal latino “calendae” che per i Romani indicava il primo giorno di ogni mese, e probabilmente allude al fatto che questa pianta inizia la sua fioritura in primavera e continua a fiorire praticamente per tutto l’anno. Un’altra scuola di pensiero sostiene invece che derivi da “calendario”, poichè segna il ritmo del giorno aprendosi al mattino e chiudendosi al calar del sole e per questo motivo nei testi medievali si chiamava “solis sponsa = sposa del sole”. In Italia il nome popolare fiorrancio (da fiore e arancio) è derivato dal suo intenso colore aranciato.

La tradizione contadina vuole che, se al mattino i fiori rimangono chiusi probabilmente pioverà. Come narra la leggenda greca, la calendula è un fiore nato dalle lacrime di una dea. Afrodite, profondamente addolorata per la morte del suo amante Adone, iniziò a piangere e quando le sue lacrime toccarono terra, si trasformarono in calendule. Da qui la simbologia di questo fiore: dispiacere e pene d’amore. Ecco perché è sovente raffigurata sotto forma di corona tra le mani di un triste giovinetto in opere che rappresentano il dolore.

Proprietà della calendula

I fiori della calendula contengono:

  • Olio essenziale: costituito da oltre 45 sostanze;
  • Flavonoidi: glicosidi isoramnetina e quercetina, rutoside;
  • Triterpenoidi: glicosidi dell’acido oleanolico e alcoli triterpenici;
  • Steroli: sitoterolo, campesterolo, stigmasterolo;
  • Carotenoidi;
  • Tannini pirogallici;
  • Polisaccaridi;
  • Fitosteroidi;
  • Mucillagini
  • Acido salicilico

Le tante sostanze e i principi attivi contenuti nella calendula sono noti da tempi remoti per essere in grado di curare o alleviare disturbi molto diversi tra loro. L’uso fitoterapico più comune della Calendula è quello topico, quindi esterno, sotto forma di creme, unguenti e pomate. Le sue attività antinfiammatorie, antisettiche, cicatrizzanti, rinfrescanti, emollienti e dermopatiche la rendono il rimedio ottimale per:

  • Ustioni
  • Ferite e tagli
  • Piaghe
  • Scottature ed eritemi solari
  • Geloni
  • Ulcere della bocca e infiammazioni gengivali
  • Eczema da dermatite
  • Acne

E’ ideale per accelerare la cicatrizzazione e stimolare la granulazione del tessuto epidermico in caso di piaghe, ustioni, piccole ferite, abrasioni: la calendula infatti ottimizza l’irrorazione sanguigna della cute, migliorandone così il trofismo, e manifestando inoltre un’attività batteriostatica. Le proprietà antibatteriche, antimicotiche e antivirali sembrano attribuibili all’elevata quantità di carotenoidi contenuti nei fiori di calendula. Ai flavonoidi in essa contenuti, invece, sono attribuite proprietà emollienti, lenitive, rinfrescanti e di rigenerazione cellulare.

E’ quindi consigliato l’uso in caso di pelle secca e delicata, screpolata, facilmente arrossabile e di geloni alle mani e ai piedi.

Meno conosciuto, è l’uso interno della calendula, generalmente sotto forma di tintura madre o macerato glicerinato. 
La più importante azione riconosciuta è quella legata alle disfunzioni dell’apparato genitale femminile, poiché aumenta le mestruazioni scarse e diminuisce quelle abbondanti. Ha azione antispasmodica sui dolori mestruali e addominali.

Data la presenza delle mucillagini, è indicata in caso di colite, gastrite, ulcere e qualunque patologia a carico dei tessuti interni. Incrementa la secrezione di acidi biliari e la quantità di bile prodotta senza alterare significativamente il contenuto di bilirubina e colesterolo. I saponosidi della calendula abbassano i livelli di colesterolo e trigliceridi. E’ inoltre utilizzata come coadiuvante nelle cure ginecologiche e per rinforzare le vene.

Ricette e indicazioni terapeutiche

La calendula è un bel fiore dalle potenti virtù medicamentose. La calendula rappresenta infatti un’ottima cura contro svariate problematiche. Vediamo come preparare noi in casa i rimedi con la calendula.

Crema alla calendula

Buone creme a base di calendula sono reperibili in farmacia o in erboristeria, ma se ne può preparare una anche da soli in modo molto semplice. Occorre procurare:

  • 20 gr di fiori freschi
  • olio d’oliva
  • 5 gr di burro di cacao
  • 5 gr di cera vergine d’api

Per prima cosa mettere i fiori in un vasetto (anche quelli da conserva vanno benissimo) e ricoprirli con olio di oliva. Mettere il recipiente al sole e lasciare riposare il tutto per almeno 12 ore, in modo che l’olio possa assorbire gli oli essenziali e gli altri principi attivi presenti nei fiori.
Fare sciogliere in un pentolino il burro di cacao e la cera d’api; unire tutti gli ingredienti e lasciare raffreddare. La crema alla calendula così preparata è ideale come idratante per mani e viso, ma si può tranquillamente utilizzare per il trattamento dell’acne, dei foruncoli e delle piaghe da decubito.

Infuso di calendula

L’infuso di calendula si ottiene mettendo 2 cucchiaini da tè di fiori di calendula, essiccati all’ombra o acquistati secchi in erboristeria, in ¼ di litro di acqua bollente.
 Coprire la tazza e filtrare dopo 10 minuti di infusione. Berne 3 tazze al giorno è utile per regolarizzare il flusso mestruale, assumendola nei 10-15 giorni che precedono il ciclo, ogni mese, per 5-6 mesi; quindi se ne diminuisce gradualmente il dosaggio e il numero dei giorni di assunzione, per verificare se si può sospendere o se è necessario continuare ancora. Cura la cistite e migliora anche le ulcere gastriche e duodenali ed è efficace contro la colite. Può curare infiammazioni della bocca e della gola, faringiti, tonsilliti, afte, stomatiti o gengiviti. Nei paesi di cultura tedesca l’infuso viene utilizzato con frequenza per fare gargarismi e sciacqui, proprio per curare le affezioni delle mucose della bocca e della gola. Può contribuire anche a migliorare o prevenire i sintomi della congiuntivite dall’interno.

Tintura di calendula

La tintura di calendula si prepara mettendo a bagno, per 10 giorni, 20g di fiori di calendula in 100ml di alcol al 60%. 
Passato questo tempo, si filtra la tintura spremendo bene i fiori prima di gettarli. 
La tintura si può usare per tamponare i foruncoli, oppure -diluendola in rapporto 1:10 (una goccia di tintura per 10 gocce d’acqua)- per bagnare garze da applicare su eruzioni cutanee, scottature o ferite.

Pomata di calendula

E’ composta da 4g di tintura madre di calendula e vaselina sino a 100g. 
La pomata di calendula è utilissima per curare piaghe e ustioni cutanee e in generale è indicata per tutte le malattie della pelle. E’ un ottimo calmante, che porta rapidamente alla guarigione tagli, lacerazioni e screpolature alle mani.
 La pomata alla calendula risolve in breve tempo problemi di geloni, sia delle mani sia dei piedi, costituendo anche un valido presidio per prevenirli, se utilizzata con continuità all’inizio della stagione fredda e per tutto l’inverno.

Olio di calendula

Mettete i capolini secchi di 100 gr di fiori di calendula in un barattolo di vetro scuro, dotato di coperchio ermetico. Quindi aggiungete 500 ml di olio di mandorle dolci, coprendo i fiori fino al riempimento completo del contenitore e conservateli per circa 1 mese in un luogo fresco e buio, avendo cura di girare il macerarato ogni 2 giorni, per evitare la formazione di muffe. Dopo circa 30 giorni, filtrate l’olio, attraverso una tela leggera, o una garza e spremete il residuo. Se desiderate un olio purissimo, operate un secondo filtraggio usando una garza di cotone, in modo che le fibre della garza catturino gli ultimi residui. Conservate poi l’oleolito così ottenuto, in una bottiglia di vetro scuro, in un posto fresco e possibilmente al chiuso. L’olio di calendula è in grado di migliorare lo stato della pelle, per cui è utile in tutti quei casi in cui è secca, irritata e screpolata: dermatosi, eritema solare, lievi ustioni, reazioni allergiche ad agenti chimici o dermatiti da fattori ambientali. Inoltre, neutralizza le sostanze tossiche e velenose inoculate dalle punture d’insetti. L’olio di calendula è anche un grande alleato delle mamme, poiché lenisce e protegge le pelli sensibili e irritabili del neonato e del bambino. Inoltre se usato preventivamente contrasta la formazione delle ragadi al seno della mamma che allatta, ed è anche capace di cicatrizzare velocemente quelle già presenti.

rinforzare le unghie

Olio di ricino per rinforzare le ciglia

Olio di ricino per le ciglia? Ecco perché sono così importanti da prevedere un rimedio naturale al fine di rinforzarle. Oltre ad essere fondamentali per la protezione dell’occhio da sporcizia e pulviscoli, le ciglia rivestono un ruolo fondamentale anche a livello estetico, sottolineando e facendo risaltare lo sguardo. Delle belle ciglia che incorniciano lo sguardo, lunghe, folte, scure ed incurvate, sono l’emblema del fascino e della femminilità! Quello che però non tutti sanno è che delle ciglia bisogna anche prendersene cura. L’uso quotidiano di trucchi e mascara e di struccanti, a volte troppo aggressivi, sottopongono le ciglie ad un costante stress che rischia di indebolirle e di rovinarle. Come fare per preservarle da questo stress e dal rischio di rovinarle? Non servono grandi attenzioni e impegno, basta solo un unico ingrediente per prendersi cura delle ciglia: l’olio di ricino. L’olio di ricino è un olio vegetale dalla consistenza grassa: un rimedio naturale ed economico in grado di dare risultati sorprendenti. Applicato con costanza sulle ciglia, le rinforza e contribuisce al loro infoltimento: dopo un mese di applicazione, i risultati saranno ben visibili!

Come applicare l’olio di ricino

L’olio di Ricino va applicato in piccole quantità sulle ciglia, utilizzando un cotton fioc oppure lo scovolino di un vecchio mascara ben ripulito dai residui di trucco. Vista la sua consistenza piuttosto pesante ed oleosa, il momento migliore per procedere alla sua applicazione è la sera, prima di andare a letto. Fate attenzione a non eccedere con le dosi: se l’olio di ricino dovesse entrare a contatto con gli occhi, procurerebbe fastidio ed irritazione. Per le sue proprietà ristrutturanti e fortificanti, l’olio di ricino si può utilizzare anche sulle sopracciglia e persino come impacco per i capelli, per mantenerli idratati e in salute. Un’unica ultima accortezza: per avere risultati ancor più soddisfacenti, è consigliabile inumidire le ciglia, le sopracciglia o i capelli, prima dell’applicazione dell’olio di ricino.

insonnia

Consigli per combattere l’insonnia

A chi non è mai capitato di rigirarsi nel letto per ore e ore senza riuscire a prendere sonno? Coloro che soffrono d’insonnia sono tantissimi ma è importante specificare che non tutti i tipi d’insonnia sono uguali. Le cause per cui non si riesce a dormire sono davvero molteplici: una cena troppo pesante, tanti pensieri che girano per la testa, rumori, la sensazione di avere troppo troppo caldo o troppo freddo oppure il fatto di non essere sufficientemente stanchi, perchè nel fine settimana si sono alterati gli abituali ritmi di sonno e veglia, dormendo molto di più del normale, sono solo alcuni dei motivi che possono causare insonnia; questo è il tipo di insonnia su cui è più semplice intervenire e su cui rimedi naturali e consigli possono dare risultati positivi.

Le tisane, un valido aiuto
Quando l’insonnia invece si protrae nel tempo ed è accompagnata da una sensazione di ansia, è bene rivolgersi al proprio medico per avere un parere specialistico e affrontare il problema con farmaci e rimedi mirati. Per quel che riguarda invece la tiplogia di insonnia più comune, rivolgiamoci alla natura per risolvere il problema! Sono tante le piante che possono aiutarci (molte le tisane depurative utili in primavera): bere prima di coricarsi un infuso o una tisana a base di camomilla, valeriana o passiflora, aiuta a rilassarsi e a prendere sonno più facilmente. Un altro consiglio per cercare di riposare meglio consiste nel cenare presto e con cibi leggeri, in modo da non rendere la digestione troppo laboriosa. Anche il rispetto degli orari aiuta e favorisce l’addormentamento naturale: cercate dunque, per quanto possibile, di cenare, andare a dormire e risvegliarvi sempre alla stessa ora. Inoltre, se faticate a prendere sonno, evitate di usare pc, tablet e cellulare quando siete nel letto: scrivendo, giocando e leggendo, la mente si fa vigile e attenta e lo stesso vale per gli occhi, complice anche la luce dello schermo. Con occhi e mente così reattivi, addormentarsi in tempi brevi sarà ancor più difficile.
fragole

Fragola: un alleato della nostra pelle

La fragola è uno dei frutti primaverili più amati, non solo per la sua bontà ma anche per le sue numerose proprietà. 
Tra le tante, le fragole sono vere e proprie alleate della bellezza!
Essendo costituite per il 90% da acqua, sono povere di grassi, aiutano a drenare i liquidi e ad avere una pelle più bella. Il contenuto di vitamina C delle fragole (cinque fragole contengono una quantità di vitamina C pari a quella di un’arancia) favorisce l’assorbimento del ferro, utile per la produzione di collagene, una proteina che previene le rughe e rafforza i capillari. La vitamina C, insieme a fosforo e ferro, rafforza le difese immunitarie e contribuisce a dare nuovo vigore e vitalità ai tessuti. Sono lenitive in caso di arrossamenti e irritazioni causati da esposizioni eccessive al sole e possono essere impiegate nella cura della couperose.
Anche il nostro sorriso può trarre giovamento dall’utilizzo delle fragole; contengono xilitolo, una sostanza dolce che previene la formazione della placca dentale e uccide i germi responsabili dell’alitosi. Per contrastare l’herpes è sufficiente premere sulla parte colpita una fragola tagliata a metà.
Oggi le fragole, vengono sempre più impiegate dalle aziende cosmetiche e quali alleate del fascino femminile, da sperimentare in semplici ed efficaci ricette di bellezza “fai da te”.

Come utilizzare le fragole per la bellezza della nostra pelle?

Ecco alcuni possibili trattamenti di bellezza da realizzare in casa, premettendo che la chiave del successo è applicare le maschere almeno una volta alla settimana, con cadenza regolare.

Scrub delicato: consente di eliminare le cellule morte dal viso. Unite 2 fragole ben mature a 4 cucchiai di farina di riso. Mescolate il tutto con l’aggiunta di un po’ d’acqua per renderlo più omogeneo e applicate sul viso. Strofinate bene per qualche minuto, poi risciacquate.
Maschera nutriente: Mescolate la polpa della fragola con panna o miele fino a ottenere una crema che va applicata sulla pelle per 20 minuti e poi risciacquata.
Maschera per pelli grasse: frullate 3 cucchiai di fragole, con un cucchiaio di latte, mezzo albume a neve, un pizzico di bicarbonato e un po’ di amido. Applicate sul viso, tenete per 15 minuti circa, poi sciacquate bene.
Maschera decongestionante: consente di eliminare i rossori sul viso. Prendete 5 fragole mature, lavatele e schiacciatele. Applicate la polpa sul viso e tenetela per circa 15 minuti, poi risciacquate il viso con acqua tiepida.
Crema sbiancante per pelli grasse: pulite 4 fragole, schiacciatele e lavoratele con un pestello fino a ridurle in crema. Unite il succo di 1 limone e un cucchiaio di crema idratante per il viso. Mescolate bene il tutto e poi spalmate sul viso. Lasciate agire per circa 20 minuti e poi risciacquate con acqua tiepida.
Idratante per le mani: schiacciate in una terrina 5 grandi fragole, unendovi 3 cucchiai di olio di germe di grano. Con questo composto, strofinate le mani l’una con l’altra per circa 10 minuti, con movimenti circolari che partono dal polso e arrivano fino alla punta delle dita.
Le fragole sono anche ottime contro la couperose, utilizzando le foglie per impacchi rinfrescanti.

miele

Quando il miele diventa un alleato di bellezza

Il miele è un alimento buono, nutriente e un ottimo dolcificante: in ogni dispensa che si rispetti, un vasetto di miele non può certo mancare! Quello che però non tutti sanno è che il miele può anche diventare un utile alleato per la nostra bellezza e il nostro benessere. Esistono infatti molteplici ricette di bellezza che prevedono l’uso del miele inteso come rimedio alternativo naturale. Non ci credete? Ecco qui tre semplici consigli per prendersi cura, grazie all’aiuto del miele, di pelle, capelli e labbra!

1) Labbra dolcissime!
Applicare una piccola quantità di miele sulle labbra screpolate è un ottimo e dolcissimo rimedio per curare e permettere il rimarginarsi dei fastidiosi taglietti e delle pellicine; il miele infatti, grazie alle sue proprietà curative e anti-batteriche, è un ottimo rimedio per risolvere il problema delle labbra secche e screpolate e poi… che bontà!

2) Grazie al miele… mai più capelli stressati!
Se i vostri capelli hanno un aspetto stressato e sembrano danneggiati dall’uso di piastra e phon, quel che fa al caso vostro è una maschera riparatrice a base di miele e olio extra vergine d’oliva; il composto si ottiene unendo assieme due cucchiai di miele a due di olio e diluendo il tutto con un po’ di acqua. La maschera va applicata sui capelli, aiutandosi con un pettine a denti larghi e lasciata in posa per venti minuti: va poi rimossa con acqua tiepida.

3) Pelle morbida e idratata grazie al miele!
Il miele è un ottimo rimedio naturale per ammorbidire e idratare la pelle. Applicato sulle zone più ruvide del corpo come ad esempio talloni, gomiti e ginocchia, grazie alla sua azione emolliente rende morbida anche la pelle più ruvida; basta applicare un po’ di miele direttamente sulla parte da trattare, lasciarlo in posa per 15-20 minuti e poi rimuoverlo con acqua tiepida: il risultato sarà immediato!

rimedi naturali denti bianchi

Tre rimedi naturali per avere i denti bianchi

La bellezza di un sorriso splendente, con denti bianchi e sani, è universalmente riconosciuta tuttavia non si tratta di un traguardo così facile da raggiungere. Un’alimentazione scorretta, la cattiva abitudine del fumo, i numerosi caffè e the che beviamo sono solo alcuni dei fattori che contribuiscono a macchiare e a rovinare lo smalto dei nostri denti. In commercio esistono tanti prodotti che promettono di far tornare i denti al loro splendore naturale tuttavia spesso, oltre che costosi, possono risultare inefficaci o rovinare lo smalto; il nostro consiglio, prima di passare a soluzioni estreme, è di buttarsi tra le braccia di madre natura e fare qualche tentativo, per sbiancare i denti, con i rimedi naturali che la natura stessa ci fornisce. Noi ve ne proponiamo tre, a voi la scelta!

1. Le mele… che passione!

Mangiare tante mele aiuta a preservare il bianco dello smalto dei denti. Attenzione, questa regola però vale solo se si mangiano le mele a morsi, con tanto di buccia! Lo sfregamento dei denti sulla buccia infatti contribuisce a tenerli puliti mentre gli acidi della mela, che entrano a contatto con i denti durante la masticazione, hanno proprietà leggermente schiarienti. Questo metodo è sano e senza alcuna controindicazione tuttavia i risulati che produce sono molto leggeri. Si tratta di un metodo utile per chi ha già i denti bianchi e ci tiene a preservarli in modo naturale.

2. L’efficacia del succo di limone

Il succo del limone è molto utile nella guerra alle macchie dei denti causate da fumo e caffè; il suo potere sbiancante è molto forte ma bisogna fare attenzione a non usare questo rimedio troppo di frequente perchè c’è il rischio che lo smalto venga corroso dall’acidità del limone. La cosa ideale da fare è, una volta al mese, quella di lavarsi i denti bagnando lo spazzolino in un bicchierino di succo di limone: un semplice gesto che vi garantità un sorriso smagliante!

3. L’aceto di mele giova a denti e a gengive

Un altro amico dei denti è l’aceto di mele, molto utile per sbiancare i denti ingialliti e pulirli dal tartaro ed efficace anche in caso di gengive infiammate grazie alla sua azione antibatterica. Nel caso dell’aceto di mele c’è un unico importante accorgimento da seguire: utilizzarlo, per i risciacqui, sempre diluito e mai puro per non rischiare di intaccare e rovinare lo smalto.

rimedi occhi gonfi

Rimedi naturali per occhi gonfi e stanchi

A chi non è mai capitato di avere gli occhi gonfi, stanchi e arrossati? Le cause possono essere molteplici: una notatta in bianco o con frequenti risvegli, l’uso eccessivo del pc, la lettura o lo studio intenso in condizioni di luminosità non ottimali e persino un utilizzo intensivo delle lenti a contatto, solo per citarne alcune. Cosa fare per porre rimedio a questi spiacevoli inconvenienti e attenuare il gonfiore e le irritazioni agli occhi? Ecco qualche suggerimento, rigorosamente naturale: scegliete quello che più fa al caso vostro e dite addio agli occhi stanchi e arrossati.
Camomilla
Tra i nostri principali alleati nella lotta contro gli occhi stanchi c’è lei, la sempre fedele camomilla che, con le sue proprietà calmanti e lenitive, gioverà ai nostri occhi stanchi. Il procedimento è semplice: preparate una tazza di camomilla, lasciate raffreddare il tutto e immergetevi due dischetti di cotone. Strizzateli con cura, mettetevi comodi e posizionate i dischetti umidi sugli occhi. Restate in questa posa per venti minuti circa e poi rimuovete i dischetti: sentirete gli occhi riposati e rigenerati.
Cetriolo
Un altro amico degli occhi stanchi è il cetriolo che, insieme alla camomilla, è uno dei rimedi naturali più noti per dare filo da torcere agli occhi affaticati. Anche in questo caso il procedimento è molto semplice: è sufficiente tagliare il cetroiolo a fette (non troppo spesse) e applicarne due delle giuste dimensioni sopra gli occhi per una quindicina di minuti; dopo averli rimossi, sentirete che freschezza!
Malva
Anche la malva, con le sue proprietà lenitive e decongestionanti, è un ottimo rimedio per donare un po’ di pace ai nostri occhi stanchi. Il procedimento è molto simile a quello della camomilla: bisogna preparare un infuso a base di malva, farlo raffreddare e poi applicare sugli occhi due dischetti di cotone imbevuti e strizzati. Cambia il tempo di posa che in questo caso è di 15 minuti.

Come combattere la stanchezza primaverile

Dopo aver capito che cos’è la stanchezza primaverile, in cosa consiste e quali sono i suoi sintomi, vediamo adesso come combatterla. Adottando infatti qualche piccolo accorgimento, la spossatezza e i malesseri dovuti al cambio di stagione si alleggeriranno e il corpo potrà adattarsi meglio e più velocemente ai nuovi rirmi biologici dettati dalla bella stagione.
Ecco allora cinque semplici consigli di cui fare tesoro.
1) Per prima cosa, assecondate i ritmi del vostro corpo.
In particolare, se avete sonno, riposatevi e dormite. La sensazione di sonno infatti è un messaggio che il nostro corpo ci invia per farci capire che ha bisogno di staccare le batterie e ricaricarsi.
2) Approfittate delle belle giornate per trascorrere del tempo all’aria aperta.
Con l’arrivo della bella stagione infatti la voglia di stare all’aperto e a contatto con la natura aumenta ed esporsi alla luce del sole fa molto bene al nostro organismo: il corpo si abituerà più in fretta e più velocemente ai nuovi ritmi biologici primaverili.
3) Con l’arrivo della bella stagione torna la voglia di muoversi e di rimettersi in forma, anche in vista dell’estate.
Questa voglia va assolutamente assecondata, anche se a volte preferireste poltrire sul divano perchè vi sentite stanchi. Anche semplicemente una bella camminata a passo sostenuto all’aria aperta permette infatti di stimolare le endorfine e donare un’energia positiva al nostro organismo e alla nostra psiche.
4) Fate il pieno di vitamine!
Il corpo ha bisogno di energia per affrontare il cambio di stagione e queste energie derivano da una corretta alimentazione, ricca di vitamine e proteine. La cosa migliore sarebbere fornire al nostro organismo le vitamine di cui ha bisogno attraverso un’alimentazione sana, naturale ed equilibrata tuttavia, su conglio del medico, è possibile assumere anche specifici integratori.
5) Bevete tanta acqua. Il nostro fisico ha bisogno di essere costantemente idratato per funzionare al meglio; inoltre un buon livello di idratazione permette di eliminare le tossine e di far fronte positivamente ai primi caldi e agli sbalzi di temperatura.

forfora

Forfora: alcuni rimedi naturali per combatterla!

La forfora: un problema molto diffuso che, oltre ad essere fastidioso ed anti-estetico, genera anche spiacevoli sensazioni a livello del cuoio capelluto come ad esempio prurito, bruciore, arrossamenti e in alcuni casi vere e proprie escoriazioni. In commercio esistono numerosi prodotti che dovrebbero combatterla e contrastarne gli effetti ma capita spesso che risultino inefficaci, a volte perchè troppo aggressivi, altre volte, invece, perchè con una concentrazione di sostanze attive troppo bassa. Anche in caso di forfora, nuovamente la natura viene in nostro soccorso, suggerendoci dei metodi efficaci e soprattutto naturali per affrontare questo scomodo nemico. Senza correre in negozi specializzati o prepararsi a creare intrugli strani, aprite semplicemente le dispensa perchè lì troverete quello che state cercando: l’aceto! Bastano infatti solo alcune gocce di aceto di vino bianco o aceto di mele, diluite in acqua tiepida, per dare filo da torcere alla forfora.

Combattiamo la forfora con l’aceto!

Se la forfora è poca, sarà sufficiente massaggiare il cuoio capelluto con acqua e aceto, sciacquare e poi procedere regolarmente con lo shampoo; se invece la forfora è tanta e particolarmente resistente, sarebbe meglio realizzare un impacco con l’aceto, avvolgere la testa in un asciugamano caldo prima di andare a letto e lasciare agire tutta la notte: i risultati saranno portentosi! Un altro rimedio naturale, semplice e a costo zero per combattere la forfora, consiste nell’utilizzare due prodotti di uso comune come l’olio d’oliva e il limone e creare con essi un impacco handmede. L’azione combinata di questi due prodotti è infatti portentosa: il succo di limone libera la testa dalle squame della forfora e mentre l’olio d’oliva, altamente nutritivo, idrata la pelle. E’ importante applicare questo impacco prima di fare lo shampoo e lasciarlo in posa almeno trenta minuti: i risultati sono assicurati. Per realizzare l’impacco servono 2 cucchiaini di olio d’oliva, due di succo di limone e due di acqua: semplicissimo! Cosa aspettate?

Olio di perilla, non solo un antiallergico

Olio di perilla. Non abbiamo ancora “archiviato” le malattie da raffreddamento, che alla porta si intravede già la stagione delle allergie. Il nostro fisico, spesso messo alla prova, ha bisogno di essere aiutato, anche dalla natura! La perilla, una pianta molto comune in Cina, introdotta in seguito in Giappone, Corea e negli altri paesi asiatici (dove viene coltivata e utilizzata nell’alimentazione quotidiana), è un integratore che può fare al caso nostro. Da secoli queste popolazioni hanno scoperto le proprietà e gli effetti benefici di questa pianta e dell’olio ricavato dai suoi semi, un olio di colore giallo chiaro, limpido e trasparente, dalle eccellenti virtù antinfiammatorie e antiallergiche.
 Gli studi incentrati sulla perilla sono molteplici e tutti confermano l’azione positiva su allergie di varia natura, sia essa stagionale o meno. Ma non solo, vediamo in cosa ci può essere d’aiuto.

Quali sono le virtù dell’olio di perilla?

L’olio di perilla ha una forte azione antistaminica, antinfiammatoria e di riequilibrio dei fenomeni allergici, oltre a una spiccata azione antifungina. L’uso di questo integratore aiuta in caso di malattie respiratorie, siano esse allergiche, invernali, o croniche. È un prodotto naturale che controlla le reazioni allergiche e che non contiene alcool (spesso le persone allergiche hanno anche un’intolleranza ai lieviti e quindi anche ai derivati alcolici). Ottimo da utilizzare in primavera come antistaminico e antiallergico, funziona però molto bene anche nei disturbi allergici perenni (allergia agli acari, alle polveri, ai miceti, alle muffe, ecc.) e nei mesi invernali, grazie alla sua forte azione antinfiammatoria. Bronchiti, tracheiti, congiuntiviti e blefariti possono essere aiutate nella guarigione dall’uso di olio di perilla. L’attività antifungina di quest’olio è utile anche in caso di candida e di candidosi. E’ un olio particolarmente ricco di acidi grassi saturi e insaturi, in particolare di acido alfa-linolenico (omega 3), per questo può essere usato anche come antiartritico e analgesico nei processi infiammatori articolari e muscolari. I semi di perilla contengono anche polifenoli che, insieme alla vitamina E, neutralizzano l’eccesso di radicali liberi nell’organismo. In ultimo, l’olio di perilla sembra non avere effetti collaterali (in gravidanza e durante l’allattamento consultare il medico). Inoltre, non comporta i tipici disturbi legati agli antistaminici, quali sonnolenza e difficoltà di concentrazione. E’ bene comunque ricordare che nell’eventuale scelta di sfruttarlo per le sue virtù antiallergiche e antistaminiche, l’uso deve essere fatto solo previa autorizzazione del medico curante.