invecchiamento della cute

L’invecchiamento della cute: cause e rimedi

L’invecchiamento della cute è un processo inevitabile ed irreversibile che si verifica a partire dalla nascita, si protrae per tutta la vita e consiste in una serie di alterazioni a carico di tutte le componenti della cute; è principalmente determinato da fattori genetici ed in parte anche da fattori ambientali.

Fin dall’antichità l’uomo ha cercato di contrastare i segni dell’invecchiamento ed oggi più che mai questo è diventato uno degli obiettivi prioritari per la civiltà occidentale.
Fortunatamente questo processo avviene in maniera graduale e ciò consente da un lato di poter apportare alcuni approcci comportamentali e terapeutici in grado di rallentare questa condizione e dall’altro dà all’uomo la capacità di abituarsi alle mutazioni del proprio aspetto fisico.
Questo fenomeno inizia già a venti anni, ma i suoi segni si manifestano intorno ai trenta e diventano più o meno evidenti a seconda della componente genetica, del tipo di pelle che si eredita e anche in dipendenza dello stato generale dell’organismo e delle cure ricevute.

Quali sono le cause e quali i segnali?

Il tempo che passa è il principale responsabile della degenerazione cutanea

Una cute invecchiata presenta particolari caratteristiche sia cliniche che microscopiche; appare più secca, più assottigliata, di elasticità ridotta, può presentare una fine desquamazione soprattutto agli arti inferiori, possono comparire alcune lesioni pigmentate tra le quali le lentigo senili o lesioni rilevate, ipercheratosiche le cosiddette “cheratosi seborroiche”, spesso confuse dai pazienti con i nei. Si accentuano le rughe d’espressione e la cute può riempirsi di lesioni vascolari (couperose) sia a livello del volto, che del decolté. Inoltre è più suscettibile a processi infettivi ed allergici dovuti ad alterazioni della barriera cutanea che favorisce sia la perdita d’acqua, che la penetrazione di microorganismi o antigeni in grado di provocare processi infiammatori a carico della cute.

A livello microscopico si rallenta il turnover cellulare, si assottiglia lo spessore della cute e dello strato corneo, si riduce il numero delle cellule di Langheras implicate nella risposta immunitaria, quello complessivo dei melanociti, rendendo la cute più suscettibile al danno da radiazioni ultraviolette o si aggregano formando lesioni pigmentate quali le lentigo senili. Diviene meno efficiente l’apoptosi (la morte programmata di cellule che hanno subito danni al DNA), la risposta allo stress ossidativo e la capacità di riparazione del DNA danneggiato con un conseguente aumento del rischio di sviluppare neoplasie cutanee.
Si appiattisce la giunzione dermo-epidermica, con un minore supporto del derma all’epidermide.
A livello dermico si ha una riduzione complessiva del numero di fibroblasti (cellule implicate nella sintesi delle componenti fondamentali del derma), si ha una riduzione di collagene, di fibre elastiche e di acido ialuronico, con una conseguente ridotta capacità di trattenere acqua, vengono alterati gli scambi tra i vasi sanguigni ed il derma con una conseguente sofferenza delle strutture dermiche ed epidermiche. Il tessuto sottocutaneo si riduce accentuando le rughe, come anche l’attività delle ghiandole sebacee e, a causa della ridotta produzione di sebo, la pelle è più secca, meno protetta e si desquama con maggiore facilità. Nel contempo il film idro-lipidico, la principale barriera protettiva della pelle, si assottiglia e ciò contribuisce alla secchezza e disidratazione della cute.

Ci sono altri fattori che contribuiscono all’invecchiamento della cute

Oltre all’età l’invecchiamento della cute è dovuto ad altri fattori in grado di attivare ed accelerare tale processo.
Il photoaging è il principale fattore estrinseco in grado di favorire tale fenomeno: l’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti (sia UVA, che UVB), infatti, oltre a danneggiare le cellule dell’epidermide e del derma agisce provocando la formazione di radicali liberi in grado di attivare degli enzimi responsabili della distruzione dei componenti principali del derma (elastina, collagene, acido ialuronico) peggiorando ulteriormente la situazione. La caratteristica principale di tale condizione è la presenza di fibre elastiche ispessite e danneggiate (elastosi o degenerazione basofila).
Anche le lampade UV sono responsabili dell’invecchiamento della cute, specialmente se effettuate con elevata frequenza.
In generale comunque tutte quelle situazioni che aumentano lo stress ossidativo sono responsabili dell’invecchiamento della cute.
Nelle donne dopo i 50 anni, periodo che corrisponde alla menopausa, intervengono tutta una serie di fattori ormonali che possono accelerare il processo di senescenza della cute. La riduzione dei livelli ematici di estrogeni e progesterone è responsabile di una riduzione del rinnovamento cutaneo, dell’idratazione, accelera la perdita di collagene e di fibre elastiche e inducono un’anomala distribuzione della melanina. Ciò comporta una modificazione dell’aspetto del viso in seguito ad un alterazione dei tessuti in superficie che si presentano avvizziti, rilassati, come svuotati.
Correlato all’invecchiamento della cute è il concetto di “dermatoporosi”; questa condizione (in analogia con l’osteoporosi) consiste in una riduzione di alcune componenti fondamentali della cute che si verifica solitamente dopo i 60 anni ed affligge circa 1/3 dei soggetti. Questa alterazione è dovuta sostanzialmente ad un deficit di sintesi di acido ialuronico con un conseguente impoverimento strutturale della cute che facilmente rischia di lacerarsi e traumatizzarsi. La cute appare sottile, traslucida, ricoperta di lesioni purpuriche dovute allo stravaso ematico e macule biancastre dovute alla riparazione cicatriziale delle lesioni che si verificano a carico della pelle stessa. Le sedi più coinvolte sono le regioni foto esposte, gli avambracci, il dorso delle mani e le gambe.

Come intervenire?

Considerando che l’invecchiamento della cute è un processo fisiologico e geneticamente determinato è impossibile arrestarlo! Ciò che invece è possibile effettuare sono tutta una serie di comportamenti e procedure che possono rallentare e correggere tutte le conseguenze di questa inesorabile condizione.

  • Una vita sana con un’alimentazione corretta, l’assunzione di cibi ricchi di antiossidanti abbinati all’attività sportiva ed una ridotta esposizione ai raggi ultravioletti può contribuire a rallentare questo processo.
  • Anche alcuni cosmetici come ad esempio creme idratanti, specialmente quelle che contengono sostanze come l’acido ialuronico o antiossidanti possono rifornire la cute di tutte quelle componenti che si tendono a perdere con l’invecchiamento; prodotti contenenti alfaidrossiacidi possono rimuovere gli strati più esterni dell’epidermide e stimolare la produzione di acido ialuronico e collagene nel derma rallentando la senescenza della cute. Prodotti a base si acido retinoico o derivati, regolando il turnover dei cheratinociti può aiutare nel mantenere la cute giovane e luminosa. Infine, la detersione del viso è di fondamentale importanza in quanto l’accumulo delle cellule epidermiche con il sebo e lo sporco possono alterare gli scambi tra le cellule degli strati sottostanti della cute contribuendo al processo di invecchiamento.
    Sostanzialmente sono consigliati prodotti ad azione idratante soprattutto per i soggetti che presentano una cute secca, che vivono in climi con un basso tasso di umidità, che assumono poca acqua ed antiossidanti; dopo i 30 anni la comparsa delle prime rughe può essere contrastata con sieri ricchi di sostanze antiossidanti (vitamina E, retinolo, vitamina C, coenzima Q10, ecc.). Possono essere adoperati anche peeling, in maniera tale da rimuovere le cellule dello strato più esterno del corneo, rendendo la cute più liscia, luminosa e favorendo la produzione di componenti fondamentali del derma.
  • Per quanto concerne trattamenti non invasivi è possibile contrastare l’invecchiamento in diversi modi; è possibile infatti effettuare iniezioni locali a livello del volto, ma anche del collo e del dorso delle mani di vitamine o acido ialuronico a basso grado di cross-linkaggio (a bassa densità); è possibile agire iniettando a livello delle rughe (es. naso-geniene, glabellari, della fronte) acido ialuronico, i cosiddetti filler, andando a restituire alla cute la componente persa con il processo di invecchiamento e favorendo il richiamo di acqua e la sintesi endogena di questa sostanza.
  • La tossina botulinica è un altro presidio che può essere adoperato per contrastare i segni dell’invecchiamento; questa molecola agisce impedendo a livello delle terminazioni nervose il rilascio di acetilcolina, un mediatore implicato nella contrazione muscolare, la sua iniezione in corrispondenza dei muscoli mimici del volto è in grado di ridurne la contrattilità eliminando o contrastando la formazione delle rughe d’espressione (glabellari, frontali, periorbitarie “zampe di gallina”).
  • Altri trattamenti consistono nel laser CO2 resurfacing ed il needling che tramite delle microlesioni inferte sulla cute possono stimolare il rinnovo dei cheratinociti, l’eliminazione delle iperpigmentazioni, stimolare la produzione di collagene ed acido ialuronico e veicolare nel derma delle sostanze nutritive applicate dopo la procedura.
  • Negli ultimi anni sta sempre più entrando in voga l’utilizzo dei fili di sospensione, vale a dire dei fili di materiale biocompatibile e riassorbibile, che vengono introdotti nel derma mettendo in trazione la cute ed effettuando una sorta di lifting non chirurgico.

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