,

Respirare bene per vivere meglio

E’ possibile imparare a respirare?

Per nostra natura tutto il nostro comportamento è appreso e anche se la respirazione è un atto riflesso, è possibile tuttavia diventare consapevoli della funzione. Il nostro cervello, messo nella condizione di ascoltare la fisiologia, può imparare attraverso l’esplorazione guidata di come avviene. Basta sedersi cercando di allungare la colonna, lasciare andare la tensione nei muscoli della schiena e delle spalle, e respirare. Possiamo cominciare con l’osservazione di come respiriamo: l’aria entra dal naso, esce dalla bocca, oppure uso la bocca in entrambe le fasi?

Appoggiate la mano destra sull’ombelico. Inspirando portate l’aria nella pancia in modo da respingere la mano, e lasciate che rientri mentre espirate.

Inspirando la colonna si allunga e lo spazio interno aumenta mentre espirando lo spazio si svuota. Pochi minuti per sentire che lo scheletro inizia a essere più presente con la sua funzione di sostegno e i muscoli più rilassati. Sentite cosa succede al bacino durante le due fasi: rimane fermo o tende a seguire i movimenti dell’addome?

Per respirare bene devo usare il “core”

Il termine core indica i muscoli del centro ovvero del tronco, della colonna e del bacino, dove originano e si inseriscono i muscoli più potenti del corpo. Diverse pratiche motorie prevedono un lavoro di stabilizzazione e controllo di questa muscolatura piuttosto che un lavoro funzionale e di sensibilità. L’idea che il centro debba mantenersi solido attraverso un’azione di tenuta dei muscoli, specie della parete addominale rientra in vecchi schemi di intendere l’attività fisica. L’osservazione e l’esperienza personale e nell’insegnamento, mi portano a dire che limitare i movimenti del bacino e della colonna, ha una conseguenza sui muscoli respiratori, che possono muoversi solo parzialmente con effetto sulla tensione della colonna e dolore ai muscoli del collo. Bloccare i muscoli addominali, muscoli espiratori per eccellenza, in una costante contrazione per tenere il core, non solo non permette di completare il processo di ricambio, ma provoca una riduzione dei movimenti potenti del centro che invece dovrebbe essere il motore di tutto il corpo. Un numero esagerato di esercizi addominali diventa addirittura negativo.

Al contrario il movimento del respiro, grazie all’azione del diaframma permette agli organi viscerali di essere massaggiati costantemente, generando i movimenti della peristalsi. L’onda del respiro raggiunge i muscoli del pavimento pelvico che, a sua volta sollecitato dalla pressione e rilascio, si mantiene elastico e in salute.

Respirare in ufficio, pochi minuti ogni ora

Sedetevi sul bordo anteriore della sedia, sistemate i piedi in modo che siano sotto le ginocchia. Mettete una mano sull’ombelico e una sul petto. Inalate una piccola quantità d’aria riempiendo la pancia e, trattenendo il respiro, spostatela nel petto e poi di nuovo nella pancia. Come se un palloncino gonfio fosse spostato dalla pancia al petto, un po’ di volte. Poi riposate e respirate.

Ripetete l’altalena stando in apnea: cosa succede alla colonna? Segue i movimenti del respiro? Notate come lo sterno si muove in avanti e verso l’alto. In questo modo avete percepito il funzionamento del muscolo diaframma, pilastro centrale della respirazione.

Mettete ora le mani ai lati del torace, all’altezza delle coste fluttuanti e osservate quello che avviene: sentite che inspirando le coste inferiori si espandono, mentre rientrano durante l’espirazione. Inspirate e trattenete il respiro per un po’, poi iniziate lentamente a espiare. Fate seguire una pausa prima di riprendere a inspirare riempiendo la cavità toracica e addominale: ripetete per qualche volta notando che la sospensione tra le diverse fasi diventa più comoda.

Un aiuto per una migliore comprensione della dinamica respiratoria ci arriva dal Metodo Feldenkrais e dalla sua capacità di raggiungere la consapevolezza grazie all’osservazione e all’utilizzo di movimenti facili e dolci.

www.tettamanzi.net